Foods that cause you to lose weight, Neal Barnard, M.D.

Che il dottor Barnard sia vegano, ormai lo sanno tutti i vegetariani del mondo. Quello che lo distingue dai vegani per ragioni etiche, è che propugna una dieta anche a basso contenuto di grassi.
Lascio la lettura dei dettagli a chi ha voglia di cimentarsi con l’inglese (visto che il libro non è stato tradotto in italiano), e io mi limito a pochi commenti.
Perché adesso il vegan sta dilagando un po’ dappertutto, negli USA (soprattutto dopo l’apparizione in TV di vari medici più o meno affidabili) e anche, di recente, in Italia.
Attenzione, però: che noi non siamo ancora ai livelli degli Stati Uniti, in materia di malattie croniche ed obesità. Non mi risulta ci siano ancora tanti italiani che si alzano alle tre di notte per mangiarsi un chilo di gelato.
Negli Usa ce ne devono essere, se c’è un apposito paragrafo dedicato ai mangiatori compulsivi… una frase del tipo “cosa si può sgranocchiare nel bel mezzo della notte quando non ci si sente di tornare a letto con la voglia di qualcosa di buono?” Ovviamente la soluzione è prepararsi un bel po’ di frutta e verdura tagliata a pezzetti. Ma…
Ma di notte si dorme!

Di questi libri sulle diete americane non mi piace che c’è una piccola parte dedicata alla teoria (123 su 340), e il resto dedicato alle ricette.
Le ricette mi hanno proprio rotto le palle.
Non ce la faccio più a vedere tutta la gente in TV che parla solo di ricette (quando non parla di previsioni del tempo). Ma finitela, non mi rendete conto che avete stufato!?

E ora, tanto per ricordarmi che sono (siamo) un essere contraddittorio, vi lascio la ricetta per una specie di olio che sostituisce l’olio nelle insalate:

Mescolate un cucchiaio da tavola di amido di mais con una tazza di acqua. Scaldate in una casseruola mescolando di continuo finché non si densifica. Mettere in frigo. Usarlo al posto dell’olio, nell’arco di tre settimane (di più in frigo non si conserva).

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La mente che mente, Osho

Qualsiasi cosa vi sia necessaria, abbiatela; e qualsiasi cosa non vi sia necessaria, dimenticatevene. (…)

I pensieri non possono vivere al di fuori dei desideri. (…)

L’infelicità è una conseguenza, è l’ombra della mente.

Quante barzellette in questo libro, anche sul sesso (forse soprattutto sul sesso).
Ecco, ora le vendite di questo autore saliranno a mille.

Il problema è la mente e i desideri che essa fa nascere. Il desiderio di essere ammirato/a, per esempio. Quante chiacchiere alle spalle comporta questo desiderio di primeggiare negli uffici, nei circoli sportivi, nelle famiglie? Perché ti hanno detto che se primeggi, va bene.

Libertà significa avere controllo sulla propria mente, sulla tua cosiddetta mente, che non è tua, perché ti è stata data dagli altri in singoli frammenti. Una parte di essa appartiene a tua madre, un’altra parte a tuo padre, un’altra parte a tuo zio e così via…

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Sei come sei, Melania Mazzucco

Ultimamente ho letto pochi romanzi, ma tra gli ultimi ce ne sono tre che parlano di relazioni omosessuali: “La luce giusta cade di rado” di Caterina Saracino, “Splendore” della Mazzantini, e questo.
Davvero quando certi argomenti entrano nella letteratura, si incomincia a sfatare i tabù. Perché di omosessualità si parla sempre in termini di minoranze e di diritti da proteggere, ma è solo quando certe vicende entrano nelle vite cartacee che si inizia a ragionare in termini di normalità – norma, cioè statisticamente rilevante. E dunque, in possesso della forza dei numeri. Quantità che legittima, che diventa, appunto, norma.
Forse un piccolo fastidio lo provo: il fatto che scrittrici brave, che sanno farmi arrivare alla fine dei loro libri, parlino di argomenti che ormai sono normali (con tutto rispetto per i diritti degli omosessuali a cui spetta la libertà che spetta agli etero, finché non si mettono le piume in testa e non marciano per strada).

Perché ci sono ancora tabù che nel piccolo mondo in cui ci troviamo a vivere, quello lontano dai media e dalle cronache nere, fanno soffrire la gente: il tabù della vecchiaia e della grassezza, ad esempio.
Ma dopotutto, a uno scrittore non si chiede semplicemente di scrivere una storia?

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DEA, Dieta Energia Alta, Marco Urbisci

Ci sono alcune cose che non mi tornano.
La dieta che propone Urbisci (che la sta seguendo, al momento della scrittura del libro, da solo un anno e mezzo) è una dieta fruttariana a basso contenuto di grassi con alcune aggiunte di verdure a foglia tenera.
Mi esclude i cereali per tutta una serie di motivi, e limita al massimo anche la frutta grassa (avocado, olive, frutta secca…).
Però approva la dieta Gerson, che comunque integra con cereali integrali e che fa ampio ricorso a centrifugati (che invece Urbisci consiglia di bandire). Stessa approvazione per la dieta proposta da Colin Campbell.

Alcune piccole cose non mi tornano, considerando lo stato attuale delle mie conoscenze. Ad esempio, un igienista che è venuto a fare una conferenza a Ceggia ci ha sconsigliato di bere succhi di agrumi man mano che la giornata prosegue, perché il pancreas, adibito all’emissione degli enzimi per la digestione degli acidi, lavora meglio al mattino.

Quello che non mi torna, è che ci sono popolazione al mondo che hanno una dieta prevalentemente basata sui cereali e che vivono a lungo (penso agli hunza, ma anche in certe zone del Giappone e in Sardegna), senza parlare di tutti i vari medici vegani che consigliano i cerali (integrali). Ma i fruttariani dicono che la dieta originaria dell’essere umano esclude i cereali… perché creerebbero muco e difficoltà digestive e PH acido…
Per di più, Urbisci mi toglie anche le crucifere, perché secondo lui si digeriscono male a causa della loro componente fibrosa, idem per i finocchi e le carote: via tutto…

Facciamo una cosa: io sperimento qualche pasto a base di frutta fresca, e vediamo cosa succede; ma da qua a diventare fruttariana, ci passa…!

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Guida alla corretta nutrizione

Il libro è una raccolta di brevi saggi scritti da medici che fanno parte dell’American College of Endocrinologi, un’organizzazione medico-scientifica che si dedica a promuovere la scienza della clinica endocrinologia, del diabete e del metabolismo per il bene della salute pubblica.

Tuttavia, per ogni capitolo si legge il nome dell’autore ma non viene specificato nulla della sua biografia o del suo background scientifico.
Inoltre, nessun articolo prende in considerazione le ricerche di “The China Study”, e si limita a ribadire l’importanza di frutta e verdura e cereali integrali, ma ritiene ancora latte e latticini come buone fonti di calcio e la carne come una buona fonte di proteine.

Si può leggere come un testo introduttivo che spiega in generale i macro e i micronutrienti, nonché il processo produttivo, o la sana alimentazione in casi particolari (bambini, gravidanza, malattie, anzianità, sport…), ma a causa della brevità degli articoli, non si approfondisce mai.

29,90 Euro che si potevano risparmiare.

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Persona oggetto, Martha C. Nussbaum

Spiazzante!
Sarà che non mi sono mai soffermata a riflettere su cosa significhi essere una “persona-oggetto” ma la Nussbaum mi ha spiazzato proprio. E anche convinto, però.

La filosofa analizza il rapporto sessuale in generale, e ne sviscera – quasi – la necessità di oggettualizzare uno o entrambi i partner. Lo fa ricorrendo alla letteratura alta (Joyce, Kafka, Lawrence) e porno-commerciale (nomi che non conosco, scusate l’ignoranza… mi informerò).

Ci fa notare come parliamo tutti per partito preso, senza riflettere su quello che diciamo.
Tutti diciamo: no, la persona non va trattata come un oggetto.
Che vuol dire?

Ci sono sette modi per trattare una persona come un oggetto:
– strumentalità (si tratta la persona per raggiungere degli scopi)
– negazione dell’autonomia
– si tratta la persona come inerte, non agente
– fungibilità
– violabilità, si tratta la persona in modo di romperla o danneggiarla
– proprietà (un oggetto si può vendere o comprare)
– negazione della soggettività, si tratta la persona come se non avesse sentimenti propri, né preferenze.

Senza entrare nel campo della sessualità, ora, la schiavitù può essere intesa a tutti gli effetti come un’oggettualizzazione della persona-schiavo? Dopo aver letto le conclusioni della Nussbaum, la risposta non è più scontata come lo era prima. Quello che conta, è il contesto.
Ma, aggiungo io, è proprio il contesto quello più difficile da analizzare. Per il consumatore medio è più facile consumare parole e frasi fatte, piuttosto che fermarsi a riflettere sul più ampio Contesto.

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Fa bene o fa male? – Silvio Garattini

Devo dire la verità: quando ho letto sulla copertina che l’autore, il dottor Garattini, “viene chiamato continuamente da giornali e da televisioni”, mi son detta: oh, no, ecco l’ennesimo pseudo-dottore che si sforza di far contenti un po’ tutti, che cavalca le diete di turno e che non prende mai una posizione sua per paura di essere additato come eretico.
Un po’ come il dottor Oz, per intenderci.

Ma non è stato così. Sebbene non mi sia trovata sempre d’accordo con le sue tesi (il capitolo sulla terapia Di Bella secondo me non è stato approfondito a dovere, non sono state discusse le tesi dei dibelliani, se non altro per contrastarle… se voleva), mi sono accorta che è uno con idee sue, anche impopolari, a volte.
Per esempio, la sua posizione sulle droghe leggere è contraria alla legalizzazione, che viene oggi tanto sventolata come sintomo di apertura mentale.
Che dire dei capitoli sul fumo?
Premetto che non sono obiettiva: trovo che il fumo faccia schifo. Trovo poco femminili le donne che fumano e mi danno un senso di sporco gli uomini che fumano. Ed entrambi, in un modo o nell’altro, puzzano…
Ma Garattini è più scientifico e allo stesso tempo più estremista di me:
parlando dei fumatori dice

se questi 12 milioni (di fumatori) tagliassero, tutti insieme, i ponti con il pacchetto (…) chirurghi, cardiologi, pneumologi e tanti altri medici avrebbero parecchio lavoro in meno perché tanta patologia è concentrata nei fumatori. Il cancro del polmone diventerebbe una malattia rara, visto che l’80% dei casi oggi riguarda il popolo dei fumatori (attivi e passivi).

E ancora:

Come può essere autorevole ed efficace un dottore che raccomanda al suo paziente di non fumare quando lui stesso ostenta sul tavolo un pacchetto di sigarette? Trovo davvero squallido vedere questi camici bianchi che mollano i reparti per recarsi all’aperto e riempirsi i polmoni di fumo.

Assolutamente da leggere le parti che spiegano come viene composto il prezzo delle medicine (scordatevelo che i prezzi alti siano dettati dal principio attivo o dalla ricerca: è tutta una questione di promozione, pubblicità e informatori sanitari)

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