Mille gru (Kawabata Yasunari)

Tutto parte da una cerimonia del té alla quale partecipa il giovane Kikuji. La maestra della cerimonia, Chikako, ha infatti invitato una ragazza con cui lei vorrebbe che Kikuji si sposasse. Ma alla cerimonia prendono parte anche la signora Ota con la figlia.

Bisogna sapere che la signora Ota è stata l’amante del padre di Kikuji fino alla morte di lui. Ma anche Chikako è stata amante dell’uomo, per un breve periodo.

Ebbene, dopo questa cerimonia, Kikuji ha un’avventura con la matura signora Ota.

E’ una storia basata sulla solitudine e sulla sensualità: nonostante il rapporto tra Kikuji e la signora Ota abbia in sé qualcosa di scabroso, il tutto è descritto in termini molto puliti e gli stessi protagonisti faticano a parlarne in termini espliciti.

Però il fattaccio si è concluso e la signora Ota, forse a causa della vergogna, si suicida.

Kikuji entra così in contatto con sua figlia e comincia a provare per lei la stessa attrazione che ha provato per la madre.

In questo rapporto si inserisce Chikako che diventa sempre più fastidiosa, probabilmente perché alla ricerca di un modo per vendicarsi che il padre di Kikuji abbia preferito la signora Ota a lei.

E’ un classico esempio di letteratura giapponese, molto etereo e con frequenti descrizioni della bellezza del paesaggio o delle tazze per la cerimonia del té.

Breve, pulito, giapponese.

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