Il tuo giardino perfetto (Diana Craig). E come no??!

imageDopo i libri dedicati alle pulizie e al riordino, non potevo farmi mancare quello di consigli per il giardino!

Però, come al solito, mi sono lasciata fuorviare dal sottotitolo: La guida semplice e perfetta per avere un giardino da favola.

Voi cosa intendete per giardino da favola? Io ho in mente un prato di erba verde RAL 6010 in altezza cinque cm, con gli steli distanziati tra loro non più di un mm, bordatura con alberelli di rose, mostranti ognuno 10 rose equamente distribuite nella chioma, un salice piangente coi rami che si appoggiano delicatamente sulla superficie di un lago rigorosamente privo di larve di zanzara. Ecco, se è questa l’idea che avete in mente anche voi, lasciate perdere questo libro.

A parte il fatto che la Craig non scende nei dettagli (es. ti dice come fare certi innesti, potature, rinvasi, talee… ma non ti dice il periodo, ti consiglia di usare piante acidofile per certi terreni, ma non ti specifica quali c*** sono queste acidofile e così via), la sua idea di perfezione non coincide con il prato inglese. Per fortuna.

Diamo il via allora a vasi decorati a mano dai bambini, con le loro sbavature cromatiche; alle sculture fatte con vecchi portabottiglie; ai mix vegetali tra fiori e ortaggi; a una moderata presenza di (ebbene sì) erbaccia. Alla fin fine il giardino deve servire per il piacere di chi lo segue, dunque si può rinunciare a togliere quel filetto di radice di gramigna, se il tempo che risparmiamo lo dedichiamo a sederci sulla panchina all’imbrunire con il nostro tè verde Sencha in mano.

E poi il giardino deve rispecchiare la personalità del proprietario: io non mi sentirei rappresentata da un prato inglese, così come non mi sento rappresentata da un paio di zeppe e dalla nail art. A casa mia proliferano le piante grasse (beh, sì, ok, anche le persone grasse… ma non divaghiamo), l’erbaccia alternata a ramaglie estemporanee, le foglie secche, le talpe (zio Billy, ci sono più talpe che sentimenti, qui) e i gatti dei vicini. Ma qui viviamo così.

Non arriverò mai al livello di mia suocera che scopa i sassi e la terra del cortile davanti casa (non sto scherzando, ha una scopa apposita per questo), non mi ci avvicinerò neanche mai a questo livello. Neanche a quello della vicina, che alla sera non sta in piedi perché ha trascorso tutto il pomeriggio sotto il sole a togliere a mano le fogliette tra gli steli d’erba del giardino. Ognuno ha la sua malattia. Io preferisco leggere.

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