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You deserve the Best – Lucia Giovannini

imageLucia Giovannini is a former fashion model. She has a Doctorate in Psychology and Counselling and she is member of American Psychological Association. She is a NLP trainer and she has founded BlessYou! association, wich aims to personal and social consciousness.

Although the main tecniques she mentions are the same ones of Tony Robbins (for instance, the “Questions” tecnique), I like giovannini for her personality.

She has reached her self consciousness through a very personal path, she has travelled all around the world to study different spiritual ways, and her approach doesn’t aim to success, but to happiness. It could seems the same thing, but the change of words is a change of mindset.

The part I like most is the one about habits and training.

Little gestures make the difference. Big transformations are due to piling up of many little steps and little results. Everything starts from habits wich lead our lives. We do not choose our future, habits do it.

The secret of our future is written in our daily routine.

The only way to change a habit, is to create a new one. You can choose calm instead of anger, for instance and thus reinforce the neuronal path of calm.

In the daily life you forget the power of choices. You forget to choose.

You take what you find in your path, you do not look for something else. You are content with this house, this husband, this work, this country. As if you do not deserve the best.

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Leader of yourself – Roberto Re

imageThis would be a great inspiring book. It reminds us that we can take decisions about our lives, and that if we don’t, we take in any case some kind of decision. It teaches how to become counscious about our fears and beliefs, values and goals: no miracles in this book, nothing supernatural, just some little truths that we usually forget.

So, why have I written that this book would be that great? Simply because I have read Tony Robbins one week ago.

Roberto Re openly admits at the beginning that he is often defined as the Italian Robbins and that he is proud of this. Robbins is his idol. Re has attended all his meetings and read all his books and got all his videotapes.

Actually, the general scheme of this book matches Awaken The Gian Within: difference between dreams and goals, decisions, actions, when a goal can be called so, top ten list of goals, and so on. If contens are ok, as they are, I have nothing against repetition. But Roberto Re says that he has kept an European/Italian point of view in writing his book.

Now I ask myself: where??

A lot of examples are the same one of Robbin’s book (es. the story of Elvys Presley or Sylvester Stallone) with very few exeptions of italian guys. I believe that he should have taken many more examples of successfull people from our country, like the one of Nerio Alessandri, the founder of Technogym, for instance. We do not miss such people, In Italy and in Europe.

A lot of quotes are the same ones of Robbin’s (Mark Twains, Mother Terese, Herny Ford, Robbins himself…).

Re even puts some opinions of famous Readers of his book at the very first pages: a typical USA literary habit.

Well, shall I then discourage you from reading this book? Not at all! Repetition is the key word, although I am a little dismaied by the Robbin’s method copying. We Always need to repeat inside ourselves that we can get something more, just if… just if… just if…

Last comment: we live in a crisis period, don’t we? Well, long life to people like Robbins, Re, Livio Sgarbi, favaretto, who created a new job: the coaching.

Are you workless? Then create your own job. And, please, do not try to produce something new. The world has plenty of objects that must then be thrown away, with all ecological consequences.

The work of the future must turn around people, not objects. The work of the future is not linked to production, but to service.

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Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario – Anthony Robbins

imageSapete  perché questo libro mi è piaciuto molto? Non tanto per le tecniche che insegna (e che in realtà già conosciamo tutti, dentro noi stessi) ma perché per più di 500 pagine mi ha ricordato una cosa che spesso mi dimentico: e cioè che si può sempre migliorare.

Una banalità? Beh, allora ve ne dico una ancora più grande: per migliorare, basta fare una cosa, una soltanto: decidersi. Sembra l’uovo di colombo eppure voi non siete circondati da gente che dice: “dovrei dimagrire”, “vorrei cambiare lavoro”, “mi piacerebbe imparare a nuotare”, “ah, se potessi parlare a quel tizio”, “un giorno mi metterò a dipingere”…

Ma nessuno fa mai niente. E non è vero che non abbiamo tempo/soldi/coraggio/bellezza. E’ solo che non abbiamo ancora davvero deciso.

Cosa distingue la vera decisione da una frase da bar? L’azione. Non si tratta di buttarsi nel Tamigi e nuotare a rana, ma di comprarsi una cuffia, telefonare a una piscina e iscriversi. Piccole azioni, ma ripetute. In modo che nascano delle abitudini potenzianti (che andranno a sostituire quelle depotenzianti, come ad esempio le due ore che si trascorrono sul divano a sonnecchiare dopo cena). Siamo noi a crearci le abitudini, ma poi sono le abitudini a ridefinirci.

Dunque, prima di tutto, stabilisci degli obiettivi, meglio per iscritto. E poi stila un programma di piccole azioni quotidiane per raggiungerli. Gli obiettivi devono essere inspiring, devono spingerti ad agire, devono tener conto di cosa ti dà dolore  e cosa ti dà piacere (e ricordati che di solito la spinta a fuggire il dolore è più forte della spinta a ricercare il piacere). Non aver paura degli obiettivi a lungo termine: sono di solito quelli più alti.

Robbins fornisce vari suggerimenti per agire sulla propria forza di volontà: non so se sia vero che i partecipanti ai suoi seminari cambiano personalità in mezz’ora o in una giornata, ma di certo è vero che se ti focalizzi su un impedimento, perdi il tempo prezioso che potresti dedicare a focalizzarti sulla soluzione. Così come è vero che la lettura è spesso il modo migliore per metterti in contatto con chi ha battuto le strade dell’automiglioramento prima di te, e che le lezioni che ti danno ti evitano di procedere per tentativi ed errori.

Ma alla fine il messaggio che salta fuori da queste pagine è un concetto che già da un po’ di tempo sto masticando: e cioè che la felicità sia una decisione.

Work in progress.

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Far soldi con la magia?

imageEsiste un’energia universale che può attivarsi potentemente al nostro servizio se solo sappiamo sfruttare nel modo giusto il Pensiero? Secondo gli autori di libri come The Key, The Secret, Crea la tua Realtà, sì.

Mischiando quantum e Dio come faccio io col latte di soia e l’orzo, ci ripetono fino all’estenuazione che tutto, proprio tutto, è alla nostra portata; che attraiamo ciò che pensiamo e che dunque pensando le cose giuste possiamo diventare miliardari o trovare l’anima gemella; che questa è una legge universale che centinaia di persone di successo (pensiamo a Roosevelt o Trump o Carnegie, per esempio) hanno applicato; che per attrarre ciò che desideriamo, dobbiamo comportarci come se ce l’avessimo già.

Con due postille, però:

  • il nostro subconscio deve essere in linea col desiderio conscio. Se fallite nell’attirare ciò che volete, è colpa dell’inconscio…
  • bisogna essere felici, per ciò che si ha, convincendosi che si è realizzati e grati.

Già. Ma io allora mi chiedo:

  1. perché devo desiderare qualcosa con tutta me stessa, subconscio incluso, se riesco a convincermi che sono già felice di ciò che ho?
  2. chi ha scritto le entusiaste recensioni su Amazon? Hanno messo in pratica i principi scritti in questi libri? Cosa hanno davvero ottenuto?

Testi del genere non dovrebbero essere classificati sotto l’ambiguo termine di automiglioramento, ma sotto il tag Magia: penso qualcosa, e questo qualcosa si verifica. Prendono lo spunto da un c.d. testo classico, Think & grow rich, di Napoleon Hill, che spesso cita la chiave o il segreto per raggiungere il successo (prevalentemente finanziario). Ma almeno, Napoleon Hill ha scritto questo libro dopo venti anni di interviste con ricconi: insomma, un po’ di fatica l’ha fatta. E soprattutto, il pensiero non è l’unico ingrediente della ricchezza: prima c’è l’idea, poi ci si mette in moto, poi si cade, ci si rialza, si impara ad affrontare le critiche e le paure, si crea un’alleanza di cervelli… insomma, non siamo a livelli di Mago Merlino.

Certo, anche lui in fatto di ovvietà non si fa mancare nulla:

Ogni volta che qualcuno si arricchisce, state certi che, prima, si è applicato con tenacia al suo lavoro.

Grazie per la perla di saggezza. Per non parlare, poi, delle frasi perentorie che sembrano vere, quasi scientifiche. Qualche esempio:

E’ accertato che il subconscio connette la mente limitata dell’uomo con l’Intelligenza Infinita.

Accertato? Intelligenza Infinita?

Ancora: tra i sintomi della povertà, elenca il pessimismo, che favorisce, tra le altre cose, l’indigestione, l’evacuazione difficile, l’intossicazione e… l’alito puzzolente! Continuo con gli esempi di frasi pseudo-scientifiche? Parla della paura di perdere l’amore:

La causa di questa paura radicata dipende dalla poligamia dell’uomo primitivo, a cui piaceva rubare la compagna degli altri, prendendosi con lei tutte le libertà ogni volta che desiderava.

Antropologia da bestseller americano.

E infine, per darvi un’idea del livello morale dei consigli dispensati, dell’alta spiritualità che si può raggiungere con tutto questo impegno dedicato all’automiglioramento, vi dico solo che Napoleon considera un atteggiamento da perdente l’

Accompagnarsi con quelli che accettano la povertà piuttosto che cercare la compagnia di quelli che ambiscono a diventare ricchi.

Col lavoro che faccio ne conosco parecchi che frequentano solo gente che conta: per loro sei invisibile, neanche ti vedono quando ti vengono addosso, e sbuffano se tu, misera impiegatuccia, li chiami al telefono per chiedere un’informazione; ma non direi che mirano proprio ad… automigliorarsi (e sinceramente si prendono un vaffanculo sibilato ogni volta che mi passano davanti all’ufficio).

Quando leggo libri del genere mi viene sempre in mente la Michela Marzano, prof di filosofia all’università La Sorbona. La teoria del c.d. automiglioramento ti porta al parossismo: tutto si può, dunque tutto si deve, sennò, se non hai successo e non ti conformi agli ideali finanziari, fisici, emotivi suggeriti da questi autori, sei un fallito, ed è colpa tua, non del caso, della salute, della famiglia, del momento economico. Tua e basta, perché tu, se davvero vuoi, puoi tutto. Libri del genere o colpevolizzano o megalomanizzano.

Però… forse qualcosa si salva. Sì, dai. Se si passa a testi più improntati all’azione, magari con qualche infarinata di psicologia e neurologia… penso a Tony Robbins, Livio Sgarbi, Re… Insomma, almeno ti fanno muovere.

E per muoverti, bene o male, hai bisogno di uno step necessario, che loro non esitano a fornirti: la speranza.

Non è vero che chi vive sperando muore … …. .

Chi vive sperando vive molto meglio di chi vive lamentandosi!

E soprattutto non rompe le palle a chi gli sta attorno.

Tanto, poi, moriamo tutti, sia chi spera, sia chi no.

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