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Far soldi con la magia?

imageEsiste un’energia universale che può attivarsi potentemente al nostro servizio se solo sappiamo sfruttare nel modo giusto il Pensiero? Secondo gli autori di libri come The Key, The Secret, Crea la tua Realtà, sì.

Mischiando quantum e Dio come faccio io col latte di soia e l’orzo, ci ripetono fino all’estenuazione che tutto, proprio tutto, è alla nostra portata; che attraiamo ciò che pensiamo e che dunque pensando le cose giuste possiamo diventare miliardari o trovare l’anima gemella; che questa è una legge universale che centinaia di persone di successo (pensiamo a Roosevelt o Trump o Carnegie, per esempio) hanno applicato; che per attrarre ciò che desideriamo, dobbiamo comportarci come se ce l’avessimo già.

Con due postille, però:

  • il nostro subconscio deve essere in linea col desiderio conscio. Se fallite nell’attirare ciò che volete, è colpa dell’inconscio…
  • bisogna essere felici, per ciò che si ha, convincendosi che si è realizzati e grati.

Già. Ma io allora mi chiedo:

  1. perché devo desiderare qualcosa con tutta me stessa, subconscio incluso, se riesco a convincermi che sono già felice di ciò che ho?
  2. chi ha scritto le entusiaste recensioni su Amazon? Hanno messo in pratica i principi scritti in questi libri? Cosa hanno davvero ottenuto?

Testi del genere non dovrebbero essere classificati sotto l’ambiguo termine di automiglioramento, ma sotto il tag Magia: penso qualcosa, e questo qualcosa si verifica. Prendono lo spunto da un c.d. testo classico, Think & grow rich, di Napoleon Hill, che spesso cita la chiave o il segreto per raggiungere il successo (prevalentemente finanziario). Ma almeno, Napoleon Hill ha scritto questo libro dopo venti anni di interviste con ricconi: insomma, un po’ di fatica l’ha fatta. E soprattutto, il pensiero non è l’unico ingrediente della ricchezza: prima c’è l’idea, poi ci si mette in moto, poi si cade, ci si rialza, si impara ad affrontare le critiche e le paure, si crea un’alleanza di cervelli… insomma, non siamo a livelli di Mago Merlino.

Certo, anche lui in fatto di ovvietà non si fa mancare nulla:

Ogni volta che qualcuno si arricchisce, state certi che, prima, si è applicato con tenacia al suo lavoro.

Grazie per la perla di saggezza. Per non parlare, poi, delle frasi perentorie che sembrano vere, quasi scientifiche. Qualche esempio:

E’ accertato che il subconscio connette la mente limitata dell’uomo con l’Intelligenza Infinita.

Accertato? Intelligenza Infinita?

Ancora: tra i sintomi della povertà, elenca il pessimismo, che favorisce, tra le altre cose, l’indigestione, l’evacuazione difficile, l’intossicazione e… l’alito puzzolente! Continuo con gli esempi di frasi pseudo-scientifiche? Parla della paura di perdere l’amore:

La causa di questa paura radicata dipende dalla poligamia dell’uomo primitivo, a cui piaceva rubare la compagna degli altri, prendendosi con lei tutte le libertà ogni volta che desiderava.

Antropologia da bestseller americano.

E infine, per darvi un’idea del livello morale dei consigli dispensati, dell’alta spiritualità che si può raggiungere con tutto questo impegno dedicato all’automiglioramento, vi dico solo che Napoleon considera un atteggiamento da perdente l’

Accompagnarsi con quelli che accettano la povertà piuttosto che cercare la compagnia di quelli che ambiscono a diventare ricchi.

Col lavoro che faccio ne conosco parecchi che frequentano solo gente che conta: per loro sei invisibile, neanche ti vedono quando ti vengono addosso, e sbuffano se tu, misera impiegatuccia, li chiami al telefono per chiedere un’informazione; ma non direi che mirano proprio ad… automigliorarsi (e sinceramente si prendono un vaffanculo sibilato ogni volta che mi passano davanti all’ufficio).

Quando leggo libri del genere mi viene sempre in mente la Michela Marzano, prof di filosofia all’università La Sorbona. La teoria del c.d. automiglioramento ti porta al parossismo: tutto si può, dunque tutto si deve, sennò, se non hai successo e non ti conformi agli ideali finanziari, fisici, emotivi suggeriti da questi autori, sei un fallito, ed è colpa tua, non del caso, della salute, della famiglia, del momento economico. Tua e basta, perché tu, se davvero vuoi, puoi tutto. Libri del genere o colpevolizzano o megalomanizzano.

Però… forse qualcosa si salva. Sì, dai. Se si passa a testi più improntati all’azione, magari con qualche infarinata di psicologia e neurologia… penso a Tony Robbins, Livio Sgarbi, Re… Insomma, almeno ti fanno muovere.

E per muoverti, bene o male, hai bisogno di uno step necessario, che loro non esitano a fornirti: la speranza.

Non è vero che chi vive sperando muore … …. .

Chi vive sperando vive molto meglio di chi vive lamentandosi!

E soprattutto non rompe le palle a chi gli sta attorno.

Tanto, poi, moriamo tutti, sia chi spera, sia chi no.

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Perchè si ha raramente successo prima dei quarant’anni

imagePensavo di averle sentite tutte, ma c’è sempre il guru di turno che riesce a sorprendermi.

Sto leggendo “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill, uno che del suo interesse per i soldi e gli uomini di successo ha fatto un business. Sentite cosa dice:

Analizzando più di 25.000 individui, ho scoperto che raramente gli uomini raggiungono un certo successo prima dei quarant’anni, anzi, spesso cominciano a marciare spediti solo dopo i cinquanta (…). Il motivo principale è la precedente tendenza a dissipare le energie individuali nell’espressione fisica dell’emozione sessuale. La maggioranza degli uomini non impara mai che l’istinto sessuale ha altre possibilità di sfogo, che sono molto più importanti del puro atto di accoppiamento. I pochi che se ne rendono conto lo fanno dopo aver sprecato molti anni, nel periodo in cui l’energia erotica è al culmine, poco prima dei quarantacinque-cinquant’anni. Prima dei quaranta, e spesso anche dopo, la vita di molti individui è caratterizzata da un continuo spreco di energie, che avrebbero potuto essere veicolate in canali più proficui (…). Questa è un’abitudine molto nociva.

A parte il fatto che i veri uomini e le vere donne di successo sono anche felici e che la felicità non è mai slegata dalla sfera sessuale/emotiva, questo Hill è un gran sparatore di slogan e frasette di facile memorizzazione. Non dico che sbagli su tutti i fronti, ma qua pecca di semplicismo.

Quello che lui chiama spreco di energia è una necessità biologica e psicologica: non è necessario sublimarlo per arrivare al successo. Da come la mette lui, quando si sostituisce questo tipo di canalizzazione dell’energia con altri tipi di attività, ci si può concentrare sul successo. Ma per favore.

Non è il sesso che va sublimato, è tutta la personalità che va plasmata. E per farlo, ci vogliono anni.

L’autoaffermazione è una delle caratteristiche essenziali della personalità adulta. Ma cosa significa autoaffermarsi? Significa imparare a cavarsela da soli, capire che non si è più un bambino, la cui sopravvivenza/felicità dipende da qualcuno fuori di lui (genitori, nonni, maestre…). Significa essere autonomi, controllare il proprio ambiente (e non esserne controllati), imparare a mantenersi, scoprire che il successo te lo crei tu con le tue manine, non la tua mamma e il tuo papà.

Per autoaffermarsi è necessario sviluppare l’intelligenza emotiva e controllare certe emozioni e frustrazioni, non come i bambini che si mettono a scalciare davanti alla cassa del supermercato perché non gli compri i Kinder. E’ necessario imparare a gestire le relazioni personali e lavorative, imparare a parlare con diplomazia e ad esercitare la tolleranza e la pazienza; non come certi ventenni che passano da un lavoro all’altro perché i titolari o i colleghi non li “apprezzano”.

Per autoaffermarsi bisogna smetterla di comportarsi da bambini che si vedono al centro delle attenzioni del mondo, e imparare a sopportare la fatica necessaria ad attirare queste attenzioni in modo sano.

Ci vogliono anni di esercizio: non si nasce con la capacità di posticipare la soddisfazione dei propri desideri, di rinunciare a una cena oggi per risparmiare i soldi e usarli in un investimento proficuo domani, di controllare la rabbia, di superare i fallimenti, di aver consapevolezza delle proprie emozioni.

Il successo monetario  una forma di autoaffermazione: ci vogliono anni di lavoro su di sé. Non c’entra niente il sesso in sé, come pratica scollegata dal resto della personalità. Anzi, uno dei modi in cui l’adulto controlla il “territorio” è proprio il sesso. Come tutti i mammiferi, del resto.

La questione, poi, è un’altra: mentre l’autoaffermazione, intesa come passaggio alla fase adulta, è essenziale per l’essere umano (anche se tanti vivono benissimo da bambini), il successo monetario non lo è, e non tutti lo cercano con le bave alla bocca.

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