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Come essere poveri (George Mikes) @PenguinUKBooks

In un mondo editoriale sovraffollato da libri del tipo “Come diventare milionari”, “Come diventare ricchi in una settimana”, “Come comprarsi uno yatch evadendo le tasse” ecc…, quello di Mikes possiede la non frequente qualità di spiccare nella folla.

George Mikes, di origini ungheresi, non è mai stato davvero povero: suo padre era un avvocato figlio di un avvocato, e quando è morto, il suo patrigno era un medico di fama nazionale. Certo, Mikes ha vissuto dei momenti di ristrettezze economiche, soprattutto dopo essersi trasferito nel Regno Unito, ma non ha mai visto queste situazioni come povertà, anche se in certi momenti non sapeva se avrebbe mangiato al pasto successivo.

Da umorista che ha assorbito per osmosi l’umorismo inglese, ci racconta diversi episodi di ricchi tristi e poveri felici, ma per quanto lo scopo sia di esporre una morale della ricchezza ribaltata, molto di quello che dice è vero.

Come quando elenca l’incapacità di essere davvero soddisfatto quando si è ricco sfondato, o come la frequentazione di veri milionari possa essere estenuante; o semplici e fondatissime verità come questa:

Se sono un coltivatore di fagioli, devo continuare a coltivare fagioli, che ci sia la minaccia di una guerra nucleare o no. (…) Non posso far nulla per la bomba nucleare, ma posso fare molto, o almeno qualcosa, per i fagioli. In ogni caso, bomba o non bomba: come impiegherò il mio tempo prima dell’esplosione?

Oppure come questa, che ci dice come affrontare l’ingordigia dell’inflazione, che si mangia i soldi messi da parte:

L’inflazione è una minaccia e gli economisti sono incapaci di gestirla. Solo il povero sa come trattare l’inflazione. C’è solo un modo per preservare il valore del denaro: spenderlo.

Soprattutto adesso, con una guerra e una pandemia in corso, adesso che il prezzo del carburante sale portandosi dietro tutti gli altri prezzi, adesso che gli interessi che ti danno in banca sono ai minimi storici (strano, perché gli interessi passivi aumentano sempre): l’unica cosa da fare è godersi la vita.

E’ un fatto che durante la guerra i luoghi di villeggiatura lontani dai teatri di scontro erano sempre ben affollati (anche se – secondo me – è dovuto al fatto che i veri ricchi restano sempre ricchi, quando non si arricchiscono ulteriormente).

Consoliamoci: se diventeremo tutti poveri, sarà una bella cosa.

Se lo diventeremo tutti. Ma proprio tutti.

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