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Virus – La grande sfida (Roberto Burioni)

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Se cercate informazioni specifiche sul corona virus, questo libro NON fa per voi, ma è comunque una lettura interessante per quanto riguarda altri virus, quali il virus della spagnola, dell’AIDS, della Sars, dell’Ebola.

Della Covid-19 è importante dire che è diversa dalla comune influenza stagionale almeno per due motivi: l’influenza stagionale ha un’incubazione media di un giorno, mentre la COVID-19 ne ha una media di 9-10 giorni. E poi, l’influenza stagionale è contagiosa quando i sintomi sono evidenti, mentre la COVID-19 è contagiosa anche quando il portatore, apparentemente, sta bene.

Sono differenze fondamentali per la diffusione.

E ora passiamo ad altre influenze, prendiamo ad esempio la spagnola: ha fatto centinaia di milioni di morti nel mondo.

Ormai tutti sanno che non ha avuto origine in Spagna, ma che ha preso il nome dall’unico paese che, essendo neutrale durante la prima guerra mondiale, ha potuto diffondere la notizia di una nuova malattia.

Quello che non tutti sanno, è che in realtà ha avuto origine in Kansas, ed è arrivata in Europa con la guerra, quando i soldati americani sono venuti qui a darci una… mano.

E l’AIDS?

Beh, sembra che il virus HIV si sia trasmesso agli esseri umani, per la prima volta, nella prima metà del Novecento, quando i colonizzatori hanno costretto gli indigeni a scappare nelle foreste.

Nelle foreste, gli indigeni si sono adattati a mangiare qualche scimmia, ogni tanto, perché non avevano la stessa abbondanza di cibo di prima, e forse qualcuno è stato morso da un un primate infetto.

Poi il virus è rimasto latente decenni in Africa, perché può restare anni in un corpo senza dar sintomi e perché non è un virus molto bravo a trasmettersi: ha bisogno di un contatto stretto tra i soggetti (specialmente rapporti sessuali tra uomini), o di contatto diretto col sangue.

La catastrofe è iniziata nel 1969, con la liberalizzazione del movimento dei gay e la promiscuità sessuale:

oltre il 40% degli interrogati dichiara di aver avuto almeno cinquecento partner nell’ultimo anno e il 28% di loro dice di averne avuti più di mille.

E poi il virus ha iniziato a trasmettersi con le trasfusioni di sangue…

Il libro è interessante e scritto con uno stile terra-terra (a volte anche troppo…), e soprattutto ritorna più e più volte sul sistema di controllo del virus: l’isolamento.

Ogni epidemia è diventata tale solo perché il virus è riuscito a trasmettersi, ed è riuscito a trasmettersi perché gli uomini glielo hanno permesso.

Dunque… #stateacasa (se potete).

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The burning road – Ann Benson

Ho trovato questo libro nel cesto del GiweAway del municipio, e, chiedendomi chi mai ha lasciato un libro in tedesco (“Die Brennende Gasse”) qui a S. Stino di Livenza (VE), me lo son preso, visto che un po’ di esercizio ci vuol sempre.

La storia si svolge su due linee temporali, legate da un diario.

Prima storia, ambientata nel 1358: il dottore spagnolo Alejandro Chances, ebreo, è scappato dall’Inghilterra portandosi via la figliastra del re e della donna di cui si era innamorato (era una dama di corte). Nel corso dei suoi vagabondaggi per l’Europa si trova a dover affrontare, tra l’altro, la peste nera. E riesce a trovare un modo per guarirla.

Seconda storia, ambientata nei giorni nostri: Mr. Sam è la nuova peste del secolo. E’ già scoppiata una volta e ha decimato la popolazione mondiale. La dottoressa Janie si ritrova negli Stati Uniti, separata dal suo ragazzo, Bruce, che è dovuto rimanere in Inghilterra e, ridottasi ad un lavoro che non sfrutta le sue competenze, inizia a indagare per conto suo su delle strane coincidenze: dei ragazzi, tutti di estrazione ebrea, sono colpiti da una particolare debolezza delle ossa che li riduce a dei vegetali.

Le due storie sono legate perché Janie è in possesso del diario di Alejandro, che la aiuterà a trovare una soluzione quando l’epidemia scoppierà di nuovo.

E’ un romanzo da 571 pagine che avrebbero potuto essere circa 300-350 senza nulla togliere alla trama.

L’autrice si dilunga troppo sugli stati d’animo e sui pensieri, tralasciando l’azione. Quando poi l’azione arriva (ad esempio quando si scopre che il fidanzato della figlia di Alejandro è stato decapitato), è trattata con troppa velocità.

Non mi meraviglio che questo romanzo non sia stato tradotto in italiano.

L’autrice, Ann Benson, è al suo secondo romanzo. E’ anche una dotata musicista e vive ad Amherst, Massachussetts, con la famiglia.

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