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Il programma McDougall per la massima perdita di peso

Trovo molto sospetto che questo regime alimentare ad alto contenuto di carboidrati complessi e basso contenuto di grassi, nonostante le positive prove scientifiche, non venga divulgato in Italia.
Voglio dire: è un regime su cui hanno scritto alcuni dei più famosi medici americani (Neal Barnard, Dean Ornish, Fuhrman, lo stesso McDougall) e non c’è verso di trovare i loro libri in italiano… l’unico medico della stessa corrente è Colin Campbell, e il suo The China Study continua a vendere migliaia di copie. Mah… il mondo editoriale non lo capirò mai.

Ad ogni modo, i punti fondamentali su cui si basa McDougall sono i seguenti:
1) Eliminare tutti i cibi animali.
2) Eliminare tutti gli oli aggiunti, anche quelli vegetali (i grassi contenuti nei vegetali stessi sono sufficienti anche secondo le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)
3) Eliminare tutti i vegetali molto grassi (burro d’arachidi e crema di mandorle, tahin, avocado, olive, noce di cocco, prodotti di soia.
4) Eliminare tutte le farine bianche (via libera alle farine integrali e al grano duro)
ecc…

Ho qualche dubbio sulla fiducia che McDougall riserva alle patate. Il dottor Barnard dice che vanno bene quelle dolci, ma le patate normali hanno un alto indice glicemico… è possibile che mangiandole insieme a tutte le fibre dei vegetali si riduca l’innalzamento glicemico? Mi piacerebbe saperlo.

Per il resto, il libro è molto simile a quello di Ornish (titolo tradotto: “Mangia di più, pesa meno”), stesso concetto, salvo minime variazioni. Anche l’impronta del saggio è la stessa, con capitoli dedicati alle furbizie (es. quando si va a cena fuori), all’automotivazione e all’esercizio fisico.

La bibliografia è buona, sintomo di serietà.

Da leggere (per chi legge l’inglese) e applicare.

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Le malattie cardiache sono curabili con l’alimentazione

Eat more, weigh less (Dr. Dean Ornish)

Sebbene la rivista Life abbia definito il dottor Ornish come “uno dei 50 membri più influenti della sua generazione”, non ho trovato questo libro tradotto in italiano e me lo sono dovuta leggere in inglese. Vabbè, per chi è interessato, vi garantisco che non sono laureata in lingue e che tuttavia, salvo qualche ingrediente vegetale, l’ho letto tutto d’un fiato.

Il dottor Ornish ci tiene a sottolineare che non è un nutrizionista, non è un medico delle diete. Il suo campo di azione principale è sempre stata la cardiologia, ed è da qui che bisogna partire per capire il suo approccio. Anche lui, così come il dottor Esselstyn, dice che le malattie cardiocircolatorie sono GUARIBILI con l’alimentazione (o come il dottor Neal Barnard, che si è concentrato sulle ricerche sul diabete). Conoscete qualche medico italiano che ve lo ha detto? Io no, di solito prescrivono medicine.

La preoccupazione di Ornish è quella di evitare i grassi, dunque bando alle carni e a latticini, ma non è un approccio “o tutto o niente”, ognuno se lo può calibrare in base alle proprie necessità. Cioè, se dovete affrontare un intervento angioplastico, un by-pass o l’angina, meglio che evitiate anche l’avocado e la frutta secca. In caso contrario, sono accettate anche le ricette con il bianco d’uovo o lo yogurt o il latte magro.
Io sto riassumendo al massimo, ma le ricerche effettuate da lui e dal suo staff erano poste in termini molto più scientifici: devono esserlo, altrimenti nessuno gliele finanzia.

Ornish non bandisce i carboidrati, anzi! Basta assumerli con tanti vegetali. Di sicuro non osanna le proteine e se la prende molto con i presunti guru del dimagrimento che pubblicizzano diete iperproteiche che nel lungo periodo causano un bel po’ di guai.

C’è poi una sezione dovuta… al proprio sé. Questo perché una delle scuse principali di molti medici per non suggerire la dieta come soluzione a certe malattie, è che il paziente non riuscirebbe mai a rinunciare alle patatine fritte o alle costicine. Sbagliato! Dipende tutto dalla motivazione. E comunque bisogna essere informati, prima di scegliere cosa mangiare.
C’è anche un capitolo sulla meditazione e alla fine trovate circa 250 ricette di vari chef che non utilizzano oli (niente carne né pesce, pochi latticini magri, poco sale e poco zucchero).

Il dimagrimento però non è lo scopo del libro. Come spiega Ornish, il titolo doveva essere accattivante, non poteva scegliere un titolo come “Regime alimentare per prevenire e guarire infarto, angina pectoris, ictus, colesterolo, diabete ecc…” – Certo, però, che il dimagrimento è un “collateral effect” della salute.

Ah: per tutti i genitori che giustificano il sovrappeso dei propri figli:

Sebbene la tendenza all’obesità sia ereditata, deve esserci l’ambiente a farla esplodere. Per esempio, sebbene sia vero che genitori sovrappeso tendono ad avere figli sovrappeso, gli stessi genitori tendono ad avere sovrappeso anche gli animali domestici .

(traduzione libera: mia)

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