Tag Archives: 8 marzo

Due biografie: Agatha Christie e Katherine Mansfield

Nate entrambe alla fine dell’Ottocento, la Christie ha superato gli ottanta anni, mentre la Mansfield non è arrivata ai quaranta.

Entrambe con una spasmodica voglia di vita ed esperienze, la prima è riuscita a viaggiare per il mondo e a vivere della sua arte, mentre la Mansfield è sempre rimasta insoddisfatta del suo lavoro e ha viaggiato quasi solo allo scopo di trovare sollievo alla sua malattia.

Tra le due biografie, ho adorato quella della Christie: sapevate che ha sofferto di un disturbo della personalità per un breve periodo?

È stato in seguito alla morte della madre e del tradimento del marito.

Si è ripresa grazie al secondo marito, un archeologo, che lei ha seguito nei suoi viaggi, anche dedicandosi personalmente agli scavi e ai reperti.

La biografia della Mansfield, invece, è meno ricca di esperienze. Un po’ perché, a causa della tubercolosi, lei non ha potuto fare sfogo alla propria vitalità, un po’ perché in questa biografia c’è tanto Citati e poca Mansfield 😭😠

Citati è uno scrittore poco adatto alle biografie, secondo me. Riporta pochissimi fatti, incentra tutto sulle sensazioni e sui dettagli, non riporta dialoghi, dà più importanza a una mela e a un’ombra sul muro che alla malattia della scrittrice.

Finito il libro, della Mansfield so poco più di quello che sapevo prima…

Se cercate un libro bello, vero e interessante, vi consiglio questa biografia di Agatha Christie 😁✔️

5 Comments

Filed under Libri & C.

Evita (John Barnes)

IMG_20200307_155036[1]Evita Duarte era figlia illegittima di una poveraccia e di un proprietario di media ricchezza (già sposato) che le manteneva.

Da una vita fatta di stenti e ostracismo, Evita passò ad essere la first lady dell’Argentina, amata e osannata come una santa, tanto che molte famiglie tenevano in casa un altarino con la sua foto.

Come ha fatto?

La sua è stata un’ascesa graduale ma rapida: una donna, a quei tempi, in un paese machista come l’Argentina, non aveva vita facile. Ma Evita, pur essendo una chiavica come attrice, ha saputo scegliersi gli uomini: ognuno di loro ha aggiunto un gradino utile alla sua ascesa.

Finché ha incontrato Peròn.

Non ho visto il film con Madonna e Antonio Banderas, eppure ho il sospetto che sullo schermo i due siano stati un po’ edulcorati: non so se hanno parlato dell’antisemitismo e dei saluti fascisti, degli assalti alla folla indifesa e delle torture, del nepotismo e del controllo delle università, delle banche, dei sindacati, della corte suprema e dell’esercito, nonché delle condanne a morte senza regolare processo e dell’imbavagliamento della stampa e della radio.

Eppure, Peron ed Evita erano amati dallo strato più basso della popolazione, perché finché loro rimasero al potere, i poveri ottennero davvero un miglioramento dello stile di vita.

Evita veniva dalla povertà e non l’aveva dimenticata, anche se ora vestiva con capi firmati e gioielli dal valore incalcolabile. Quando incontrava le folle, chiedeva ai questuanti se avevano un biglietto dell’autobus per tornare a casa, o …se avevano una casa; e se la risposta era no, lei si prendeva davvero cura di loro.

Questa biografia mi è piaciuta molto: non solo per il personaggio, così multisfaccettato (vendicativo, anche), ma anche per il paese in cui ha vissuto, pieno di teste calde e senza mezze misure. Un esempio è l’odissea che il corpo mummificato di Evita ha dovuto passare prima di tornare in patria…

Una lettura ottima per l’8 marzo.

Comments Off on Evita (John Barnes)

Filed under biographies, book, Libri & C., Saggi, Scrittori americani