Il potere (Bertrand Russell)

Il potere, dice Russell, è la capacità di realizzare i desideri. In una definizione così ampia ricadono diversissimi tipi di potere: da quello derivante dalla forza bruta a quello di persuasione, dal potere tradizionale religioso a quello economico o – addirittura – filosofico; e ognuno di noi possiede qualche tipo di potere: un Lao Tse o un Socrate, ad esempio, non avevano potere militare, ma direste che non avessero potere sui loro allievi o che non ne abbiano avuto nei secoli successivi?

Il potere può essere bruto se chi vi è sottomesso vi obbedisce per il solo motivo che è bruto, ma una situazione del genere di solito non è mai durevole: i ribelli non tardano ad entrare in azione, e il risultato di una rivoluzione (o di una guerra civile) possono dar luogo sia a un potere più o meno brutale, a seconda di tutta una serie di condizioni.

Anche l’opinione pubblica può avere un suo potere, in uno stato che le concede di esprimersi, ed è bene che sia così se essa è “sempre all’erta e sempre al corrente dei fatti veri“.

Ciò non vuol dire che l’opinione pubblica e la maggioranza dei cittadini abbiano sempre ragione:

“Uno dei vantaggi della democrazia, dal punto di vista del governo, che essa rende l’inganno dei cittadini più facile, dato che i cittadini considerano il governo come loro proprio”.

Ma è anche vero che la propaganda dello Stato non potrebbe avere presa sull’opinione pubblica se non fosse “in armonia con qualche cosa all’interno degli individui a cui si rivolge: il desiderio di un’anima immortale, della saluta, della ricchezza del paese, e così via.”

Ciò non significa che la propaganda o la dottrina siano aderenti ai fatti reali, perché le masse funzionano con un carburante chiamato “fiducia cieca”.

L’irrazionalità delle masse e la propaganda possono portare a conseguenze nefande, e Russell non esita a portarci innumerevoli esempi storici a sostegno della sua tesi.

“L’eccitazione collettiva che conduce all’indifferenza per il dolore e anche per la morte non è storicamente rara. Dove essa esiste la libertà è impossibile.”

Resto sempre sopraffatta dall’enorme conoscenza storica e dalla capacità di ragionamento di Bertrand Russell, tanto da temere di soffrire di Sindrome da autorità costituita: anche se certi passaggi mi fanno sorgere dei dubbi, subito mi correggo: come oso anche solo pensare a non essere d’accordo con lui, io misera tapina?

Il saggio si conclude con un compendio del suo ragionamento in merito alle soluzioni necessarie per domare il potere e renderlo funzionale al singolo (perché per Russell non esiste un Bene universale che meriti di venir imposto dall’alto): l’azione deve incentrarsi sulle condizioni economiche/sociali e sull’educazione.

“Dobbiamo (…) esaminare il tipo di educazione che potrà più facilmente immunizzare la società contro l’isterismo collettivo, e la renderà più capace di pratiche democratiche”.

“Alcuni genitori e alcune scuole cominciano col tentativo di insegnare ai bambini la completa ubbidienza, tentativo che quasi certamente produrrà o uno schiavo o un ribelle, ambedue indesiderati in una democrazia.”

Riassumere un testo di Bertrand Russell è sempre impossibile, se non si vuole saltare passaggi e distorcere i suoi ragionamenti: ogni suo libro è una costruzione equilibrata di cause ed effetti, se togli un mattoncino rischi di sfasare la conclusione.

Ne abbiamo ancora di scrittori così, oggi?

Ma la lettura di questi saggi mi porta inevitabilmente a confrontare le pagine con l’attualità:

“Tutte le sottomissioni nascono dalla paura”

oppure

“Più l’eccitazione è stata provocata con mezzi propagandistici, maggiore sarà la reazione, finché una vita tranquilla sembrerà l’unica cosa desiderabile”

… Quanto affermazioni del genere possono applicarsi alla Russia di Putin? E all’Italia di oggi?

Leggo libri per cercare un filo logico, una narrazione esplicativa della complessità quotidiana. Non trovo quasi mai risposte nette (e se le trovo, devo ricordarmi di diffidarne), ma quasi sempre trovo domande che ancora non mi ero posta.

Mi accontento così.

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