Il profumo (Patrick Suskind)

Avevo visto il film, che non era male, ma il libro è davvero scritto bene, e certi dettagli, che nel film mancano, sono molto godibili.

La storia credo la conosciate: Jean-Baptiste Grenouille vede la luce in un ammorbante mercato del pesce. Sua madre cerca di nasconderlo e farlo morire come gli altri (verrà giustiziata per questo), ma il bambino è tenace e, contro ogni pronostico, vive.

Durante l’infanzia e l’adolescenza passa da un istituto a un conciatore, da un profumiere a un benefattore: ognuno di questi personaggi, dopo che Grenouille ne ha tratto ciò che gli serviva, morirà in modi poco – per usare un eufemismo – attraenti (!).

Grenouille ha una particolarità unica: non ha odore. Non emana nessuno degli odori che emanano gli altri esseri umani, eppure è dotato di un odorato incredibile. Riesce a leggere i pensieri delle persone dagli odori che emanano e riesce a capire chi c’è al di là di un muro annusando l’aria. Neanche i cani possono eguagliarlo.

Grenouille ha un’altra particolarità, che però non è unica, perché sembra appartenere – anche se in misura minore – a molti altri dei personaggi con cui viene in contatto: non prova sentimenti.

Lavorando per conciatori e profumieri, apprende le basi di un mestiere che potrebbe renderlo ricco sfondato, ma lui non è interessato ai soldi: quello che vuole, è crearsi il proprio odore. Deve essere il miglior odore del mondo, qualcosa che non si è mai sentito: il profumo perfetto.

Peccato che per produrlo, questo profumo perfetto, non gli bastino fiori e spezie: deve uccidere fanciulle appena sbocciate.

Questo romanzo si potrebbe leggere come un’enorme metafora: quello che vuole Grenouille, in realtà, è l’amore. Non solo quello degli altri nei suoi confronti (che riesce ad ottenere grazi al suo profumo), ma anche l’amore per se stesso, la consapevolezza di se stesso.

C’è un momento in cui, rinchiuso in una grotta che non ha mai ospitato anima umana al di fuori della sua, si sente sopraffatto dai vapori emanati dal proprio sé, ed è l’esperienza più traumatica della sua vita. E’ l’unico momento in cui la sua natura maligna gli si rivela.

Un uomo che non ha odore e vuole averne uno tutto suo, il migliore mai esistito: non è la storia di ognuno di noi? Ognuno di noi non vorrebbe essere speciale? Certo, non serve arrivare al crimine come fa Grenouille, ma ognuno di noi commette i piccoli crimini che gli sono permessi dal proprio ambiente.

Ora sembrerà che io esca dal seminato, ma pensate agli scontrini.

E’ l’atteggiamento che conta.

Spesso mi prendono in giro, mi dicono che sono altre le cose che contano e che sono una rompiballe perché se il negoziante o l’ambulante non mi dà lo scontrino, io lo chiedo espressamente. Non è solo una questione di paura della multa (perché se mi controlla la finanza, la prendo pure io).

E’ che l’atteggiamento del negoziante o dell’ambulante è lo stesso del politico che ruba ad alti livelli: cambia solo la circostanza.

Se il negoziante o l’ambulante si trovassero di colpo catapultati nelle sfere del ministro, non farebbero altro che continuare a comportarsi come facevano in negozio o dietro al banchetto: continuerebbero a rubare.

Dunque, non prendiamocela con Grenouille se uccideva le giovinette: ognuno di noi è disposto a uccidere la giovinetta che gli capita a tiro se questo gli permetterà di miscelarsi il proprio personalissimo profumo.

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