Mentre muori (Tammy Cohen)

Continua la mia lettura di libri in tedesco per tenere in forma il lessico, visto che nel mio lavoro i vocaboli vertono tutti su mobili e pezzi di ricambio.

“Mentre muori” non mi risulta sia ancora stato tradotto in Italia.

E’ ambientato in Inghilterra, paese di origine dell’autrice.

La prima parte è il resoconto di Jessica Gold, scritto mentre sta morendo di avvelenamento da tallio in un appartamento dove è stata rinchiusa dodici giorni con il sociopatico Dominic Lacey.

Ci racconta che lui l’ha abbordata in un centro commerciale, dove lei stava facendo gli ultimi acquisti per Natale. L’ha costretta a mangiare carne (lei vegetariana) e quantità abnormi di cibo; l’ha costretta a dormire in una cuccia per cani; l’ha legata con delle manette; l’ha costretta a scartare un regalo al giorno, e ogni pacchetto conteneva una testimonianza del passato di Dominic.

Jessica scopre così che Dominic è stato sposato due volte: la prima, con una donna ricchissima e sottomessa che gli ha dato un figlio, e la seconda volta con Natalie, una stilista molto sicura di sé.

Il primo matrimonio è finito perché la moglie si è impiccata dopo aver ucciso il figlio di diciotto mesi, e il secondo è in uno stadio incerto, visto che Natalie è scomparsa, probabilmente uccisa da lui (visto che nell’appartamento troveranno pennelli fatti coi suoi capelli e candele fatte col suo grasso).

Ma Dominic non conosce Jessica: non sa che lei sente le voci dei morti. (Qui c’è un difetto del libro, a mio parere: queste voci in realtà non raccontano niente, sono brevi pianti o invocazioni, ma non spiegano nulla se prese a sole.)

Jessica riesce a rendere Dominic inoffensivo, ma la dose di tallio che ha in corpo l’ha resa così debole che non è sicura di riuscire a sopravvivere fino all’arrivo dei soccorsi, e dunque inizia a scrivere il resoconto della vicenda per spiegare cosa è successo.

La seconda parte del libro inizia in ospedale, dove Jessica è ricoverata, e qui si ribalta tutto.

Solo leggendo la seconda parte del romanzo ho capito certi aspetti della prima parte che mi sembravano doppioni di altri thriller già letti.

Jessica, da come la racconta lei, nell’appartamento di Dominic si è sempre comportata in modo molto remissivo, non ha mai tentato di aggredirlo o di scappare sul serio, non ha mai cercato di convincerlo a non farle del male; e lui è sempre stato il classico cattivo che fa battute sarcastiche e che ha sbalzi improvvisi di umore. Ma è Jessica che racconta…

L’altra protagonista del libro è la detective Kim, che sta vivendo una crisi famigliare perché il marito vuole lasciarla a causa del suo lavoro alla centrale, che le fagocita ogni momento libero e che le fa trascurare i due figli. Anche qui, all’inizio non capivo l’insistenza sulla vita famigliare di questa detective: in realtà alla fine si capirà che è necessaria per giustificare una decisione importante.

Non diventerà un classico della letteratura, ma è una buona lettura per l’estate.

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