Nada (Carmen Laforet) @NeriPozza

Andrea è un’orfana che arriva a Barcellona per studiare all’università e stare dai suoi parenti.

Conosce quella parte della famiglia perché ha abitato là quando era piccola ma l’atmosfera che ci trova adesso, da adulta, è tutt’altro che invitante. Nel lugubre e povero appartamento abitano la nonna, tanto buona quanto svampita, la zia Angustia, bacchettona e sospettosa, gli zii Juan, pittore, e Ramon, che vive di lavori illegali, nonché Gloria, la moglie di Juan. Infine c’è Antonia, la donna tuttofare, innamorata di Ramon.

Già dal primo giorno, Andrea si rende conto che i rapporti familiari sono intollerabili: Juan e Ramon litigano in continuazione, Gloria viene picchiata a sangue da Juan, frustrato dagli scarsi guadagni della sua arte; la nonna cerca di metter pace tra tutti ma riesce a malapena a difendere il bambino di Gloria dalle furibonde liti della coppia.

Andrea sente fin da subito simpatia per lo zio Ramon, misterioso e affascinante, ma non tarderà ad accorgersi di quanto anche lui sia una persona pericolosa e inaffidabile.

Per fortuna, Andrea riesce a costruirsi un’oasi di pace all’università quando diventa amica di Ena, ricca di famiglia, che vive in un mondo normale, dove ai pasti si ride e si mangia, mentre a casa sua, Andrea fa letteralmente la fame e deve schivare gli oggetti che volano da uno zio all’altro.

Peccato che questi due ambiti verranno in contatto e la famiglia di Andrea rischierà di rovinare anche il rapporto che aveva costruito con Ena.

E’ un romanzo in cui i rapporti familiari si svelano un po’ alla volta e i comportamenti diventano chiari solo quando si scoprono gli antefatti malati, anche se Andrea riporta sempre le parole altrui e ci resta il dubbio che non tutto quello che le viene detto corrisponda perfettamente alla verità.

Andrea, in generale, parla poco: preferisce riferirci i discorsi dei parenti e degli amici, lasciando a noi il giudizio. Può essere una scelta stilistica, ma mi sarebbe piaciuto conoscere meglio il modo di pensare di Andrea, visto che parla in prima persona.

Sembra che in italiano non sia più disponibile (editore: Neri Pozza) perché fuori catalogo, io l’ho letto in spagnolo ma è una lettura fattibile anche per chi non ha studiato la lingua all’università.

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