Diventare scrittori (Dorothea Brande)

Uscito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1934, viene definito nel sottotitolo, un classico sulla scrittura.

Non aspettatevi un manuale sulla tecnica, sulla punteggiatura, sulle descrizioni o sulla composizione dei caratteri dei personaggi. Dorothea Brande si occupa principalmente degli scrittori che vorrebbero scrivere ma che non riescono, siano essi alle prime armi o già autori affermati.

Si rivolge dunque a coloro che sanno già scrivere, perché l’hanno già dimostrato in passato, ma che soffrono del blocco dello scrittore.

Innanzitutto, secondo lei bisogna prendere atto di una cosa: lo scrittore – come ogni altro artista – lavora grazie al suo inconscio. E’ l’inconscio che procura le storie e le emozioni, mentre la parte conscia deve regolare la sua parte selvaggia.

L’inconscio viene spesso bloccato da una serie di fattori: la noia, le persone che ci stanno attorno, noi stessi.

Il primo consiglio è di scrivere senza giudicarsi: bisogna farlo soprattutto al mattino, appena svegli, come prima cosa, buttando sulla carta qualunque cosa ci passi per la testa (avete mai sentito parlare delle Morning pages?). Non bisogna rileggere quello che si è scritto: l’inchiostro sulla carta deve solo essere il mezzo attraverso il quale il nostro inconscio si manifesta.

Una volta che questa abitudine è stata instaurata, bisogna introdurne un’altra: scrivere 15 minuti al giorno, in un momento di calma. Anche qui: senza giudicare quello che si scrive, e senza rileggere. Solo 15 minuti.

Dopo qualche settimana di questo lavoro, si può incominciare a leggere cosa si è buttato giù: si scopriranno delle linee guida. Un personaggio che ritorna, un filo di storia che si riaffaccia tra le righe, un pensiero dominante: è quello su cui bisogna lavorare.

La parte conscia del nostro cervello imparerà così ad educare la parte inconscia a scrivere quasi a comando ma senza perdere la freschezza del fanciullo che abbiamo dentro, nascosto da qualche parte.

Di consigli ce ne sono altri: combattere le abitudini, fare attenzione a tutti i dettagli quotidiani, aumentare il proprio vocabolario, leggere da scrittori… ma anche, quando serve, smettere di leggere e di scrivere.

Nel complesso, un saggio che non dice nulla di nuovo ma che è sempre utile leggere quando ci si sente bloccati

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