L’avvocato e il banchiere (Maurizio Stefanini, Sergio Luciano)

Anche io, come ogni elettore che si rispetti, ho la memoria corta; così, ogni tanto, me la devo rinfrescare, anche se, per farlo, mi limito a leggere un brevissimo saggio che si occupa dell’arco temporale degli ultimi due anni: dall’ascesa di Conte all’arrivo di Draghi.

Intanto, questo libretto mi ha ricordato che Conte non è dei Cinque Stelle né, a suo dire, li ha mai votati: aveva attirato la loro attenzione ed è stato da loro sostenuto perché aveva assistito, come avvocato, una coppia nel caso Stamina; i pentastallati sostenevano fortemente la libertà di scegliere come curarsi e dunque ritenevano che la coppia avesse il diritto di rivolgersi a questa cura “alternativa”; ma bisogna anche aggiungere che conte non si è mai pronunciato a favore dell’utilizzo delle cellule staminali secondo quel metodo (che infatti poi si è rivelato fallimentare, visto che la piccola è morta).

Conte è stato nominato professore ordinario a Firenze a 38 anni: cosa non indifferente, visto che nelle università italiane i professori ordinari con meno di quarant’anni sono meno dello 0,2%!

Con Conte, Draghi ha in comune il background cattolico e il curriculum scolastico di tutto rispetto, è però presto per tratteggiare un possibile sviluppo del governo di quest’ultimo, sebbene molte informazioni su di lui si possano trarre da alcuni discorsi, (poche) interviste, dalla sua presidenza alla BCE e in altri incarichi pubblici. Di certo, come Conte, tiene alla propria privacy e non si dedica ai social come fanno alcuni altri politici italiani, più interessati ad essere al centro dell’attenzione che a far bene…

Draghi è un neo-keynesiano, cioè è un sostenitore della spesa pubblica, ma – a differenza di Keynes – ritiene che la spesa pubblica debba essere produttiva, e che non sia utile dar lavoro alla gente senza considerare il lavoro in sé (se avete presente Keynes, era quello che diceva che, pur di far lavorare gli uomini, bisognava metterli a scavar buche per poi ricoprirle, più o meno).

Questo libriccino di Stefanini e Luciano è dunque un buon riassunto degli ultimi due anni di governo in Italia, anche se necessariamente nelle ultime pagine si limita a riportare frasi raccolte da varie interviste: ma è comprensibile, è difficile capire i trend quando ci si vive dentro.

Gli autori, sia con Draghi che con Conte sono stati buoni, e pur accennando ad alcuni aspetti controversi, tutto sommato le immagini dei due presidenti sono positive.

Quelli che non ne escono bene sono altri: Renzi, Salvini… ma come dar loro torto?

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