1Q84 (Murakami Haruki)

Io voglio, pretendo, esigo… conoscere i nomi di chi ha proposto Haruki Murakami per il premio Nobel!

A gente del genere dovrebbe essere tolto il diritto di opinione!

Il terzo libro di 1Q84 è narrato da tre voci: Aomamé, insegnante di ginnastica che ha ucciso il leader di una setta religiosa; Tengo, insegnante di matematica che ha trascorso due anni alle elementari con Aomamé e che non l’ha mai dimenticata (e già qui…); Ushikawa, un investigatore privato assoldato dalla setta religiosa per trovare l’assassina del loro leader.

Questo romanzo è una colatura continua di noia. Lento, senza messaggi, onirico della peggior specie.

Aomamé trascorre le giornate rinchiusa in un appartamento per nascondersi dalla setta e ad un certo punto si accorge di essere incinta, senza aver avuto alcun rapporto sessuale. Le sue giornate trascorrono tra esercizi di ginnastica, tè e pensieri.

Tengo passa le giornate leggendo e parlando a suo padre in coma in un ospedale poco lontano da Tokyo. Trascorre una notte di sesso con un’infermiera: un episodio assolutamente inutile e senza conseguenze.

Ushikawa pensa, deduce, ricorda, mangia, dorme e scatta foto.

La narrazione si muove solo verso la fine, quando qualcuno muore (era ora!). Allora uno pensa: ecco, adesso c’è un morto, si parlerà del senso della vita, si scoprirà qualche significato che nessuno ci ha mai spiegato… Macché!

Dalla bocca del morto escono sei piccoli personaggi che creano una “crisalide dell’aria”, una specie di bozzolo magico, un… affare che attraversa tutto il romanzo ma del quale non si capisce il senso.

Ah, dimenticavo: siamo in un mondo parallelo al nostro, in cui ci sono due lune.

E allora uno pensa: magari c’è qualche allusione al romanzo “1984” di Orwell… macché! Niente di niente, a parte il titolo! Pura invenzione fine a se stessa.

Insomma: niente significato, niente trama, niente messaggi, solo pagine e pagine di personaggi che pensano (e non pensano niente di illuminante, fidatevi).

Uno spera: beh, si cita spesso “Alla ricerca del tempo perduto di Proust”, magari si parla di memoria e di tempo e… macché! Questo romanzo è un grande spreco di carta.

Dovevo finirlo per senso del dovere (e perché dovevo esercitarmi un po’ col francese, non ho molti libri in questa lingua a casa), però, ragazzi, è una vergogna che uno scrittore del genere trovi così larga eco a livello mondiale!

8 Comments

Filed under Libri & C.

8 responses to “1Q84 (Murakami Haruki)

  1. Luca

    Non ho mai letto nulla di suo, e questo fin dall’inizio mi aveva fatto storcere il naso… buona serata! 😉

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  2. Posso chiederti perché lo hai letto in francese? Di mio non amo Murakami ma lo capisco, e da quello che racconti secondo me la traduzione francese non è delle migliori.
    Si parla del senso della vita quando si siedono sullo scivolo di notte. E in un romanzo di Murakami non penso si debba cercare il senso della vita, nè tantomeno una trama. È una narrazione spesso onirica che ci accompagna per trascinarci in un mondo assurdo ma coerente.
    Se cerchi qualcosa di più lineare c’è Kafka sulla spiaggia. Se cerchi qualcosa sul senso della vita c’è Norwegian Wood o L’uccello che girava le viti del mondo. Questo qua l’ho letto con poco entusiasmo un paio di anni fa. Ma leggendo il tuo riassunto mi rendo conto di ricordarlo benissimo. E di ricordare soprattutto i sentimenti. È questo che rende grande Murakami, l’espressione dei sentimenti

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    • Lo ho letto in francese perché mio marito mi aveva regalato il libro dopo un viaggio in Francia. Gli avevo chiesto libri in lingua e lui, sapendo che mi piace l’oriente, ha scelto questo. E poi devo sempre leggere dei libri in lingua straniera per allenarmi (mi servono per il lavoro). Non è una questione di stile di scrittura o di traduzione, sono aliena proprio ai contenuti. Non lo capisco. Non capisco il senso di quello che scrive. Ho letto Kafka sulla spiaggia e mi ha lasciato lo stesso retrogusto di nulla. Devo ammettere che sono allergica a un po’ tutti i romanzi onirici. Quelli di Murakami mi danno l’impressione di essere scritti senza una trama, e che l’autore decida le svolte della storia man mano che scrive. Siamo incompatibili, io e lui, temo.

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  3. Nooo… adoro Murakami e ho trovato questo libro veramente suggestivo!

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