La congiura dei somari (Roberto Burioni) @RizzoliLibri

La scienza non può essere democratica perché, se due più due fa quattro, nessun referendum può modificarne il risultato.

La scienza è un fatto. Sempre sottoponibile a verifica, certo, ma la verifica deve seguire procedure certe e controllate.

Se la scienza ci dice che l’omeopatia consiste in principi attivi troppo diluiti per essere efficaci (meno di una pisciatina nell’oceano, per capirci), a nulla servono migliaia e migliaia di post su facebook che asseriscono il contrario senza dimostrare – in modo certo e controllabile – le proprie tesi.

Burioni in questo libro è arrabbiato: la prosa a volte scende di registro con frasi sarcastiche, ma lo scopo del volumetto non è avvincerci con parole elegiache, bensì farci capire che prima di disprezzare conclusioni scientifiche (che magari hanno salvato decine di migliaia di persone) è meglio fermarsi a riflettere un poco.

Bersaglio di Burioni sono, in particolare, gli antivaccinisti, sebbene lui stesso riconosca che con questa categoria è quasi impossibile discutere, nemmeno portando prove inoppugnabili. Non rispondono ai tuoi commenti e alle tue domande, cambiano continuamente angolazione senza mai approfondire gli aspetti in discussione.

Uno degli errori in cui cadono gli antivaccinisti, ad esempio affermando che i vaccini causano l’autismo, è di scambiare i rapporti di correlazione con i rapporti di causazione.

Se l’autismo insorge dopo l’inoculazione di un vaccino, non è detto che il primo sia stato causato dal secondo: è una semplice correlazione, nel senso che l’autismo si manifesta solitamente nella fascia di età sottoposta alle terapie vaccinali, tanto che è dimostrato come la malattia insorga nella stessa percentuale (anzi, forse più alta) anche nei bambini non vaccinati: ma a questo gli antivaccinisti non prestano orecchio.

E se gli fanno notare che negli altri paesi Ocse i vaccini non sono obbligatori, Burioni ribadisce che in questi paesi i tassi di vaccinazione sono già più alti di quelli italiani, tanto che l’obbligatorietà non è necessaria (l’Italia è all’ultimo posto, nonostante la presunta obbligatorietà).

Credete che gli antivaccinisti demordano?

Sbagliato. Perché torneranno all’attacco dicendo che i loro figli decidono loro come proteggerli.

Qui Burioni afferma una cosa a cui non avevo pensato (perché anche io, sebbene abbia fatto vaccinare la mia prole, in fondo penso che io l’ho fatta e io la… distruggo): i figli non sono proprietà dei genitori. Sono cittadini dello stato che devono essere protetti, anche dai genitori, se necessario.

Certo, è una frase che può diventare pericolosa, in certi regimi, ma che ha le sue ragioni nel contesto medico. Se la percentuale dei vaccinati scende oltre una certa soglia, viene meno l’immunità di gregge, e questo mette in pericolo tutti, anche quelli che, per vari motivi non possono essere vaccinati.

Insomma, tutto parte da una diversa concezione della libertà. E negli Stati Uniti, dove la libertà è un argomento sempre caldo?

Pensate che solo in 19 Stati su 50 i motociclisti hanno l’obbligo di indossare il casco: negli altri si ritiene che la libertà di disporre della propria vita e della propria salute debba prevalere. E cosa dire delle armi? In molti Stati non solo è consentivo possederle, ma si possono pure portare bene in vista nel cinturone come facevano i pistoleri nei film western.

Burioni ce l’ha pure con i c.d. scienziati che, dopo folgoranti carriere, magari incoronate da premi Nobel, cadono dal proverbiale pero, diventando antivaccinisti o sostenendo cure omeopatiche o affermando che la vita sulla terra ha origini extraterrestri.

Insomma, Burioni è proprio arrabbiato.

E leggendo tutti gli esempi che ci porta per dimostrare le mille e una capacità di sfidare la scienza, vi arrabbierete pure voi.

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