Uomo nel buio (Paul Auster) @EinaudiEditore

Owen Brick si risveglia in una buca nel terreno: non riesce a scalare le ripide pareti e non ricorda come è caduto là dentro. Quando finalmente un militare lo aiuta ad uscire, scopre una realtà sconcertante: si trova in un mondo alternativo in cui è scoppiata un’altra guerra civile negli Stati Uniti; lui è stato mandato lì per porre fine al massacro.

Può farlo uccidendo una persona.

Per compiere la missione, lo rimandano nel suo mondo originario. Là ritrova la moglie e, in un primo tempo, pensando di aver soltanto avuto un brutto sogno, Owen Brick cerca di lasciarsi tutto alle spalle, finché…

Non vado oltre, però non spoilero nulla se vi dico che Owen Brick non esiste: è tutto nella mente dell’anziano critico letterario August Brill, costretto a letto in seguito ad un incidente.

Brill soffre d’insonnia e, di notte, si inventa storie.

La ragione principale, però, non è solo la necessità di far passare il tempo: in realtà August Brill ha bisogno di occupare la mente per non pensare alle tragedie successe nella sua vita.

L’ultima in ordine di tempo è la morte in Iraq del ragazzo della nipote.

La bravura di Auster qui consiste in particolare nel coinvolgerci nella storia di un personaggio che non esiste, o che esiste solo nella mente di un altro personaggio.

Ciascun mondo è la creazione di una mente.

Alla fine, anche le nostre vite sono storie: August Brill dà una lettura personale alle varie tragedie della sua vita e, così facendo, prova a dar loro un senso.

Lo facciamo tutti: interpretiamo, attribuiamo ragioni e obiettivi dove non ce n’erano, giustifichiamo, giudichiamo semplici eventi ed azioni che, in sé non hanno significato proprio.

Non si tratta di inventare bugie, è la nostre innata capacità di creare storie.

E’ quello che ci rende umani.

1 Comment

Filed under Libri & C.

One response to “Uomo nel buio (Paul Auster) @EinaudiEditore

  1. Luca

    Mi piace Auster; di lui ho già letto “Trilogia di New York” e “Diario d’inverno”. Buon pomeriggio. 😉

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