Fiorirà l’aspidistra – George Orwell

Spero di non rendermi più antipatica del protagonista del libro se faccio un po’ di spoiler…

Ma è difficile essere più antipatici di Gordon Comstock: è un trentenne inglese che odia il denaro e tutto ciò che gli è legato. Odia la ricerca della felicità borghese, odia il conformismo, la rispettabilità, le ambizioni. Arriva a desiderare una guerra che mandi all’aria il mondo meschino in cui vive.

Ha rinunciato a un “buon posto” in un’agenzia pubblicitaria, e preferisce lavorare per pochi soldi in una libreria del popolino, anche se poi, alla sera, nella sua misera cameretta in affitto, prova a scrivere poesia: perché è con quella che vorrebbe vivere.

Dà mostra di orgoglio smisurato quando rifiuta aiuti economici dal suo ricco amico Ravelston (ricco e socialista), ma poi finisce sempre con l’accettare soldi dalla sorella che stravede per lui ma che fatica ad arrivare a fine settimana.

Ha anche una ragazza da due anni, ma non sono ancora andati a letto insieme: superfluo aggiungere che Gordon ne attribuisce la colpa ai quattrini.

I quattrini secondo lui sono la ragione di ogni negatività nel mondo, e l’aspidistra, la pianta insignificante e sempreviva che troneggia nei salotti borghesi, ne diventa il simbolo.

L’ho trovato particolarmente indisponente quando, dopo aver vinto una piccola somma per una poesia pubblicata negli States, dissipa tutto il denaro, dimenticandosi di restituire almeno qualcosa alla sorella che da anni lo finanzia.

Insomma: Gordon odia i quattrini, ma non fa altro che pensarci! E’ insopportabile e monotematico. Effetto voluto, naturalmente, perché, dopo una discesa agli inferi che lo porterà pure in galera, la risalita sarà più sorprendente.

Gordon cambia quando Rosemary gli dice che è rimasta incinta.

All’inizio si fa un sacco di problemi, e poi, finalmente rinsavito e responsabilizzato, torna in sé e rinuncia al suo falso orgoglio per diventare, anche lui, un uomo rispettabile con moglie, figlio, appartamentino e aspidistra.

E in tutto questo, Orwell, da che parte sta?

Credo che volesse fare appello a un razionale senso dell’equilibrio: inutile rifiutare in blocco certi modi di vita, inutile imbruttirsi, inutile sbandierare valori che sono VERI solo in via teorica. Al di là delle grandi dichiarazioni, c’è la vita di tutti i giorni: ci sono le persone che, sotto le loro etichette di borghesi, si danno da fare per coltivare i loro piccoli e dignitosi piaceri.

Vi dirò: arrivata al momento della conversione, ho provato, come Gordon, un vero e proprio sollievo. Perché ormai le sue dichiarazioni solenni erano diventate gabbie: era partito dal rifiuto della vita basata sui quattrini, e stava per mandare all’aria tutti i legami che davvero contavano. E solo per poter dire “sono rimasto fedele alle mie idee”.

Insomma: una cosa è essere coerenti, una cosa è essere stupidi.

3 Comments

Filed under Arte, automiglioramento, book, Libri, Libri & C., Poetry, scrittori inglesi

3 responses to “Fiorirà l’aspidistra – George Orwell

  1. L’ho letto molti anni fa, ed è stato il primo libro che ho letto, quando ho deciso di dedicarmi a Thomas Mann

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