Dimmi chi sono (Julia Navarro)

Romanzo con molti viaggi, storia e passione, però è pieno di difettucci. Julia Navarro è una giornalista, sa scrivere ma non è una grande scrittrice; però per una lettura estiva (1.097 pagine) va bene lo stesso.

Guillermo lavora come giornalista per un periodico online. Un giorno sua zia lo incarica di investigare sulla bisnonna Amelia, una donna che quasi non viene nominata in famiglia perché ai suoi tempi ha abbandonato il marito e il figlio per andarsene con un comunista.

Guillermo, che è sempre a corto di soldi, accetta l’incarico, ma presto il compito si rivela più complicato del previsto.

Viene in contatto con due vecchiette che hanno conosciuto Amelia in gioventù, e che, alla lunga, sono anche sue parenti. Sono loro che lo indirizzeranno alle persone giuste, quelle che potranno raccontargli tutta la storia nei dettagli.

E qui arriva il primo punto che, secondo me, è inverosimile.

Guillermo deve rispettare una condizione: la storia va ricostruita per ordine. Questo comporta che deve viaggiare per il mondo (Madrid, Russia, Sud America, Roma, Stati Uniti, Londra…) per intervistare le persone giuste; a volte deve volare da un lato all’altro dell’oceano per riparlare con lo stesso professore o la stessa studiosa, perché questi interrompono le storie quando Amelia si sposta. Si bloccano e non dicono una parola di più.

Le spese sono pagate dalle due vecchiette, perché nel frattempo la zia di Guillermo ha rinunciato. Ma non è questo il modo di fare un’inchiesta. Logico sarebbe che ogni testimone raccontasse tutto quello che sa, anche se ci sono dei salti temporali, perché poi questi buchi verrebbero riempiti da Guillermo durante l’intervista successiva. Solo che questo modo di procedere, più realista, spezzerebbe il romanzo.

Insomma: la finzione letteraria della ricerca di Guillermo non sta in piedi.

Un altro punto che non mi convince, riguarda sempre la figura di Guillermo: è uno spiantato. Sua madre gli sta col fiato su collo e insiste perché molli la ricerca sulla bisnonna per trovarsi un lavoro vero; forse proprio per questo motivo, non vuol sentire nulla dei segreti che Guillermo sta svelando.

Una donna così poco curiosa? Non ci credo.

Guillermo, poi, è una scatola vuota: nessuna psicologia, nessun obiettivo nella vita, nessun rapporto profondo… solo il bisogno di conoscere tutto di Amelia. E questo è il bisogno della Navarro, non di Guillermo.

Passiamo ad Amelia: una banderuola al vento. Molla marito e figlio piccolo per andarsene con Pierre, e diventa comunista. Prima di mollare Pierre (prima che Pierre muoia, per la verità) si innamora di un barone tedesco. Poi si mette con un giornalista nordamericano (però è ancora innamorata del tedesco). Al contempo, sembra che non possa stare senza il figlio: mette in piedi scene napoletane quando lo vede, ma durante le sue peregrinazioni per il mondo, quasi non ci pensa.

E piange… piange in continuazione.

E tutti si innamorano di lei perché è bella e magra.

Ad un certo punto, la Navarro la fa diventare decisa, meno ingenua, ma è un cambiamento piuttosto repentino e scarico di pathos.

Ennesimo punto incerto: certi dialoghi di Amelia con altri personaggi sono raccontati per filo e per segno, ma non è chiaro come il referente di Guillermo ne sia venuto a conoscenza. I dialoghi sono troppo dettagliati, per come Guillermo raccoglie le informazioni. Certo, anche qui si può pensare alla finzione letteraria. Ma più che letteraria, mi sembra una finzione televisiva, con continui cambi di scena durante il flash-back.

Infine (ma potrei continuare): se vuoi ambientare la storia in Italia e utilizzare nomi e frasi italiane, lo devi fare nel modo corretto. Non puoi scrivere “ciao come vai?”, utilizzando un mix tra “ciao come va” e “ciao come stai”. E se c’è un maestro di musica che si chiama Mateo Marchetti, suona più spagnolo che italiano, perché il nome italiano è Matteo, con due T.

Lo finisco solo perché devo rinforzare lo spagnolo.

Eppure su Amazon al momento il libro ha una valutazione di 4 stelline su cinque, con 24 recensioni… Dunque forse sono io troppo pignola… forse. Per chi volesse acquistarlo, lascio qui il link affiliato Amazon.

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