Marina, Carlos Ruiz Zafòn

Romanzo, come gli altri di Zafòn, adatto ad un pubblico giovane e ha chi ha voglia di distrarsi, dedicandosi un po’ a risurrezioni grazie a sieri estratti da farfalle nere. Perché no?

I libri di Zafon ti affascinano per il mistero in cui ti trascinano, ma anche perché ti fanno immaginare Barcellona come forse non è più: piena di vicoli in cui da un momento all’altro può saltar fuori una donna vestita di nero di cui non puoi vedere il volto, nascosto per le cicatrici causatele da una vendetta… (ma a Barcellona non ci sono mai stata, magari è ancora così!).

Un po’ feuilletton, ma carino: lo vedrei bene al cinema.

Ci sono dei parallelismi tra i personaggi, perché ci sono due storie parallele: quella di German e della figlia Marina (di cui, manco a dirlo, si innamora il protagonista Oscar), e quella di Kolvenik ed Eva. In entrambi i casi ritornano i temi delle malattie trasmissibili, dell’arte, della vita vagabonda e delle improvvise fortune economiche.

Gli ingredienti per una lettura leggera ci sono tutti.

1 Comment

Filed under Libri & C., scrittori spagnoli

One response to “Marina, Carlos Ruiz Zafòn

  1. Luca

    Di lui ho letto solo L’ombra del vento

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