La stanza dei kimono, Yuka Murayama, @edizpiemme

Sospeso a pagina 107 su 337.

Questo post potrei intitolarlo “Come scegliere un libro che non fa per te”.

Innanzitutto, affidandosi alla foto di copertina: mi sono lasciata sviare dal tema giapponese, un’acconciatura orientale, i bordi di un kimono, il collo di una… geisha, forse; ma geisha nel senso originale del termine, come persona di molte capacità. Se ci avessero messo la foto di un tokonoma, l’avrei comprato lo stesso, il libro.

Poi, un libro sbagliato si sceglie affidandosi a quello che trovi scritto sulla copertina: “romantico, esplicitamente erotico e meravigliosamente scritto”.

Di romantico non c’è niente. Posso sbagliarmi, lascio sempre aperta la possibilità, ma se mi sbaglio, spiegatemi dove.

Esplicitamente erotico: sì, ma erotico in senso giapponese, quando un uomo va su di giri perché tiene in mano una scarpa col tacco. No, non lo capisco. Ho sbirciato (ebbene sì, l’ho fatto) qualche pagina, ma mi disturba il fatto che molte fantasie di una delle protagoniste derivino dal suo passato di ragazzina abusata dallo zio cinquantenne.

A me questa cosa mi disturba.

Boh.

Sarò strana.

Meravigliosamente scritto. Cheee?

Insomma, più che un romanzo, è una tazza vuota. Carina, orientale, ma vuota. Vuota come i due matrimoni dei quattro protagonisti, che non si capisce per cosa stanno insieme a fare: non si capiscono, non hanno interessi in comune, si invidiano sul lavoro quando lavorano assieme…

Non lo so, forse sono io che non ho la sensibilità sufficiente per appassionarmi a questi nuovi autori giapponesi, ma secondo me non sono più quelli di una volta.

PS: il glossario alla fine del libro è pure incompleto.

3 Comments

Filed under book, Libri & C., Scrittori giapponesi

3 responses to “La stanza dei kimono, Yuka Murayama, @edizpiemme

  1. Ok, mi hai convinto: non lo acquisterò. Ti auguro una notte serena e tanti sogni belli. 🙂

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    • Ah, dovrei consigliare bei libri da leggere, non brutti libri da evitare…. Ma scegliendomi i titoli da sola a volte succede di sbagliare. Dai andrà meglio il prossimo!

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      • Non preoccuparti, non c’è problema; anzi, penso che consigliare quelli brutti sia utile; se non altro uno può farsi un’idea, e decidere se non acquistarlo, oppure fare di testa sua, e acquistarlo, magari spendendoci fior di euro. Anni fa mi successe una cosa del genere: da un po’ di tempo in libreria era uscito “L’archeologo”, di tale Phillips, e non lo acquistai. Tempo dopo lo ripropose il quotidiano, in brossura, ad un prezzo di tipo 5-6 euro. Incuriosito, lo acquistai, per poi regalarlo in uno dei punti di book crossing, forse. La verità? Non mi dispiacque darlo via, anche perché sicuramente l’avevo pagato un terzo rispetto all’edizione con la copertina rigida. 😉 Buon pranzo e buion pomeriggio. 🙂

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