Il figlio – Philipp Meyer

Uno dei libri più belli che ho letto nelle ultime settimane!!

Ci sono tre punti di vista, tre personaggi principali, tutti della stessa dinastia, quella dei McCullough: Eli, che viene rapito dai Comanche da adolescente; Peter, che si innamora di una discendente dei Garcia, la famiglia che i suoi parenti hanno decimato; Jeanne Anne, l’unica donna che prenderà in mano il patrimonio dei McCullough.

Non è un libro per stomaci delicati, soprattutto quando descrive gli indiani che fanno lo scalpo ai bianchi o ad altri indiani (per la cronaca: io NON ho lo stomaco delicato). Ma le ricerche che Meyer ha fatto prima di scrivere il romanzo, lo stile chiaro con cui ci descrive i dettagli di come vivevano negli Stati Uniti del Sud alla fine dell’Ottocento, e le verosimili psicologie dei personaggi, ti fanno innamorare del libro fin dalle prime pagine.

Questo è il secondo romanzo di Meyer, ma non ho paura di pronosticare un grande futuro per lui!

Un autore che scrive dal punto di vista di una donna in questo modo credibilissimo, tanto da farmi immedesimare coi pensieri di J. A., salirà agli altari letterari mondiali.

E’ un romanzo pieno di violenza, sì, ma perché descrive una realtà che è tale. Vado oltre: è un romanzo che si pone su una linea polemica nel panorama politico contemporaneo. Perché ci ribadisce un’altra volta che gli Stati Uniti sono il frutto di una serie di furti di territorio.  Perché la torta è quella che è, e se ne vuoi una fetta in più, devi prenderla al tuo vicino.

Gli americani… (…) Rubavano una cosa e poi pensavano che nessuno avesse il diritto di rubarla a loro. (…) La sua gente aveva rubato la terra agli indiani, eppure quel pensiero non lo aveva mai sfiorato: pensava solo che i texani l’avevano rubata alla sua gente. E gli indiani, che erano stati derubati dalla sua gente, avevano rubato la terra ad altri indiani.

E poi, sentite questa frase, che potrebbe uscire direttamente dalla bocca di Trump:

Solo le pallottole e i muri ti garantiscono dei vicini onesti.

Il personaggio più enigmatico è Eli, che poi verrà chiamato il Colonnello: sarà il capostipite della ricchezza dei McCullough. Ma quanta fatica ha fatto a reinserirsi nel mondo dei bianchi dopo esser stato venduto dalla sua famiglia comanche? E come si fa a far coincidere questa figura di adolescente inquieto e confuso con quella del vecchio che fa decimare la famiglia del vicino, che pure conosceva?

E’ un romanzo con mille sfaccettature. Per quanto se ne possa scrivere, non se ne renderà mai la ricchezza: leggetelo!

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1 Comment

Filed under Libri & C., Scrittori americani

One response to “Il figlio – Philipp Meyer

  1. Non penso riuscirei a leggere un libro del genere; forse ho lo stomaco un po’ delicato, è vero; però è un periodo in cui non ho voglia di leggere cose troppo truculente. Ad ogni modo è stato interessante leggere il tuo parere. Buonanotte! 😉

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