N.P. – BANANA YOSHIMOTO

L’avevo già letto nel 2010, e ne avevo scritto qui, dichiarando che sarebbe stato l’ultimo libro di Banana Yoshimoto che leggevo. Ma la settimana scorsa l’ho riletto, perché era il testo di questo mese per il gruppo di lettura di S. Donà (sì! Finalmente sono entrata in un GDL!).

Non ho cambiato idea sulla superficialità del romanzo, ma mi è venuta in mente una cosa. Qualche anno fa, quando praticavo aikido e ci facevano mettere in seiza (la posizione in ginocchio), si raccomandavano di nascondere il pollice dentro al pugno.

All’inizio pensavo si trattasse di proteggere dagli attacchi un particolare punto di agopuntura, ma non aveva senso, perché tutto il resto del corpo era scoperto… poi ci hanno spiegato il significato di quella posizione: il pollice rappresenta la personalità del guerriero, e non bisogna metterla in mostra.

Cosa c’è di più giapponese di questo dettaglio? Solo il romanzo N.P. in cui i protagonisti parlano di suicidio, incesto, pedofilia e poi, da un momento all’altro, si mettono a ridere o vanno a mangiarsi un panino. Nascondiamo la personalità, non mostriamola, potremmo diventare vulnerabili.

Solo che se non si esprimono certi sentimenti e certe sensazioni, secondo me, si perde proprio la capacità di esprimerli, si passa dal “non voglio” al “non riesco più”. Subentra un analfabetismo emotivo che può essere pericoloso, considerando che noi siamo Emozione. Ti credo che in questo libro si suicidano tutti o perlomeno ci vanno molto vicini…

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