Due letture sospese

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Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Lettura interrotta a pag. 118 (su 446) perché mi annoia. La storia è carina, piena di svolte e personaggi simpatici, ma è una storia da guardare in televisione, non mi va di perdere tutto questo tempo a leggere eventi inverosimili. Non mi riferisco al protagonista, Allan, che il giorno del suo centesimo compleanno si cala dalla finestra e scappa, ma agli eventi che seguono dopo: in primis, il malvivente che gira con la valigia piena di soldi di cui poi il centenario si impadronisce. E poi il morto che ci scappa, congelato in una cella frigorifero. La linea degli avvenimenti fa ridere, ed è questo lo scopo, ma i moventi che stanno dietro alle azioni sono troppo fumosi.

Josè Saramago, Memoriale del convento

Lungi da me criticare Saramago, ma speravo di trovarmi davanti ad un’allegoria come quella di Cecità. E invece, come tutti i buoni scrittori che si rispettino, questo qui non si ripete. La storia: un re vuole un figlio e per averlo, decide di far costruire un convento a Mafra; da qui in poi entrano in scena tanti altri personaggi, uno più ricco dell’altro (e non mi riferisco allo stato patrimoniale, ma alla ricchezza dei loro caratteri e delle loro vicissitudini). Quello che mi fa sospendere la lettura è lo stile: il discorso diretto non è virgolettato, ma separato da virgole e maiuscole dal resto del testo; inoltre i punti sono davvero pochi, ci sono lunghe frasi, lunghissimeeeeee…… non ho pazienza. Però come tutti i libri che sospendo, magari lo riprendo fra un paio d’anni, chissà.

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2 Comments

Filed under Libri & C.

2 responses to “Due letture sospese

  1. sono con te: molti anni fa anch’io ho provato a leggere Memoriale del Convento, ma l’ho abbandonato dopo poche pagine. La vita e’ troppo breve e ci sono troppi libri da leggere per sprecare tempo su un libro che non piace… E comunque i libri non hanno data di scandenza, quandi come dici tu magari lo riprendo…

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    • Infatti. Mi sento sempre un po’ in colpa quando ne sospendo uno, in fondo uno scrittore fa un bel po’ di fatica a scrivere, e soprattutto mi sento ignorante, inadeguata, ho paura di non riuscire ad apprezzarlo perché sono autodidatta e non ho una formazione letteraria vera e propria. Ma in fondo leggo x piacere, non x lavoro.

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