La bestia nel cuore – Cristina Comencini

imageUn romanzo che riflette sui drammi dimenticati e sul valore della cultura e dell’arte, soprattutto in Italia.

Sabina, doppiatrice che ha rinunciato al sogno di fare l’attrice, scopre di essere incinta ma non lo dice al compagno e se ne va negli Stati Uniti a trovare il fratello che è diventato professore in una università americana. Lo fa perché un sogno le ha risvegliato dei ricordi confusi e ha bisogno di chiarire il suo passato prima di dare un futuro a qualcuno che non è ancora nato.

Lungo tutto il libro si alternano riflessioni sui rapporti tra uomini e donne di età molto diverse e sullo stato deprimente della cultura italiana, ancora rinomata all’estero ma ormai svuotata di significato dalla televisione commerciale. A dire la verità questi punti di vista mi stavano buttando giù di morale: sono dovuta arrivare alla fine per leggere questa frase e tirarmi su. A pronunciarla è un regista che ha una base culturale buona ma che per vivere si è ridotto a dirigere schifezze. Alla fine del libro, anche grazie alla nascita del bambino di Sabina, si sveglia e decidere di tornare alle origini, di fare quello che davvero gli piace, anche se non piacerà a nessuno, anche se nessuno lo capirà:

C’è solo una cosa da fare, oggi come sempre, gli artisti sono gli unici ad averla capita: Non tacere mai, a costo della vita, della reputazione, dello scandalo, del dolore.

Se posso permettermi una critica, la scena del parto e della conversione di un paio di personaggi (il padre, il regista, l’amica lesbica…) è quella che mi lascia un po’ basita: non è vero che la nascita dei figli cambia le persone così. Soprattutto fa un po’ pietà quello che pensa il padre… non ci crede nessuno, dai. E poi tutti contenti, come una fiaba. Mah.

Però merita di essere letto, assolutamente. Tra le tante riflessioni indotte, una, che nasce dalla domanda della protagonista: a cosa è servita a suo padre tutta la sua cultura se poi non è stato capace di resistere agli istinti che gli hanno fatto seviziare i figli?

Insomma, la domanda più generale che nasce è: a cosa serve la cultura?

 

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s