Due libri di Stefano Baldini

Tanto per non smentirmi, li ho detti nel modo sbagliato: prima “Maratona per tutti” e poi “Quelli che corrono”, mentre avrei dovuto leggere prima quello dedicato alla corsa amatoriale e poi quello dedicato alla maratona. Pazienza.
Comunque le differenze non sono rilevanti, anzi: la Mondadori non si è smentita e ha voluto sfruttare al massimo il tam tam olimpico facendo scrivere a Baldini ben tre libri sulla corsa, quando in realtà si potevano condensare in uno (almeno i due che ho letto io).

Quello sulla maratona, in più ha solo le un elenco delle principali maratone al mondo e qualche dritta sui parametri di calcolo delle capacità aerobiche (Conconi, Lydiard…).

Certo, per chi è un amatore agli inizi come me, sono tutte informazioni utili, ma per il momento non riesco ancora a correre un’ora di seguito, dunque… pazienza!

E’ importante provare ad allungare il periodo di percorrenza piuttosto che la distanza percorsa. Meglio correre un minuto in più piuttosto che un metro in più. Ovviamente parlo di un runner amatore, alle prime armi.

Durante la lettura dei due libri, però, mi è suonato un campanello storto. In più di un punto, lo sportivo scivola sull’autocompiacimento.
Ad esempio: Sta parlando delle sue scarpe per le gare, che gli vengono preparate appositamente da alcuni ingegneri giapponesi, e dice “Tutta questa attenzione è dovuta al fatto che io sono Stefano Baldini (…)”.
Poi ho trovato almeno un’altra frase del genere. Non mi è piaciuto.

Mi è piaciuto invece il fatto che fino al 2001 abbia lavorato part-time come impiegato nell’azienda che lo ha sponsorizzato (o che lo sponsorizza ancora? Boh…) e che mantenga ancora il ruolo all’interno dell’organico aziendale. Mi sa tanto di americano, di apertura mentale (ok vada anche per il ritorno di immagine…); non sa di Italietta, di fabbrichetta, di industrietta.

Dal mio punto di vista, mi son messa le mani nei capelli quando ho letto i suoi consigli alimentari. Dice che madre natura ci ha fatti onnivori (che siamo, maiali? Orsi?). E che servono tante proteine quando ci si allena con intensità, dunque, secondo lui è “corretto assumerne adeguate quantità attraverso carne, pesce e formaggi” (verdure a foglia verde e legumi no, eh?). E poi: “E’ il pesce ad avere un alto contenuto proteico con scarso contenuto di grassi” (scarso? Non credo sia l’aggettivo giusto). Comunque è il primo ad ammettere di non essere un nutrizionista né un dietologo, dunque prendiamo atto delle sue abitudini e consideriamole tali: Sue.

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