Se niente importa, Jonathan Safran Foer

Probabilmente l’argomento principale contro l’allevamento intensivo (e la pesca intensiva) non deve essere etico, se bisogna convincere la gente che gli allevamenti industriali sono il Male.
Nel senso, che se io dico in giro che non bisogna mangiare polli o tonno perché gli uccelli soffrono per tutta la loro vita o perché per uccidere un tonno faccio fuori centinaia di cavallucci marini e altre specie in pericolo, sono pochi quelli che mi ascoltano.

Forse l’argomento più convincente può vertere sul pericolo che questi allevamenti fanno nascere in termini di malattie; pandemie, per la precisione.
Sto leggendo un capitolo che è iniziato parlando dell’influenza spagnola, probabilmente la pandemia che ha provocato più morti nel mondo negli ultimi duecento anni.

Il virologo Robert Webster ha dimostrato che tutte le influenze umane hanno origini aviarie (cioè derivano dagli uccelli).
Se ora guardiamo agli allevamenti industriali di polli (Foer parla degli USA, ma noi seguiamo sempre a ruota), mi meraviglio di come facciamo ad essere ancora vivi, noi umani…

Ogni settimana (…) milioni di polli da cui cola pus giallo, macchiati di feci verdognole, contaminati da batteri nocivi o sfigurati da infezioni cardiache e polmonari, tumori maligni o malattie della pelle lasciano gli stabilimenti di lavorazione per essere venduti ai consumatori.

I polli passano quindi in un enorme vascone d’acqua refrigerata, dove vengono raffreddate anche migliaia di carcasse contemporaneamente. (…) ‘l’acqua in questi vasconi è stata giustappunto soprannominata ZUPPA DI FECI per lo sporco e i batteri che vi navigano. Immergendo nello stesso vascone carcasse sane e pulite insieme a quelle sporche, in pratica stai garantendo la contaminazione incrociata.
Mentre moltissimi impianti di lavorazione europei e canadesi impiegano sistemi di raffreddamento ad aria, il novantanove per cento dei produttori americani continua a usare il raffreddamento ad acqua per immersione e si è battuto contro le azioni legali intentate dai consumatori e dall’industria dell’allevamento bovino pur di continuare a utilizzare questo metodo antiquato. Non è difficile capire il perché. Il raffreddamento ad aria riduce il peso delle carcasse, mentre il raffreddamento ad acqua fa assorbire liquidi alle carni (quegli stessi liquidi noti come ZUPPA DI FECI). Una ricerca ha dimostrato che basterebbe chiudere le carcasse di pollo in sacchetti di plastica sigillati durante la fase di raffreddamento per eliminare la contaminazione incrociata. Ma l’industria vedrebbe così eliminata l’opportunità di trasformare acqua sporca in decine di milioni di dollari di valore aggiunto sul peso dei polli che produce.

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