I magnifici 20, Marco Bianchi

Penso che ogni testo di cultura alimentare dovrebbe avere il massimo risalto e venir letto da quante più persone possibile: questo perché viviamo in una società che sceglie gli alimenti sulla base delle abitudini, non consapevolmente.

Bianchi ha voluto suddividere il libro dando risalto a 20 cibi/gruppi di cibi/nutrienti: quinoa, germogli, alghe, semi oleosi, semi di lino, spezie, aglio/cipolla, cavoli & c., verdure verdi, spinaci, pomodori, vegetali arancioni, legumi, pesce azzurro, vitamina C, vegetali rossi, uva e vino, frutta secca, malto, cioccolato fondente.

Lui ci suggerisce cosa mangiare, e si sofferma poco su cosa NON mangiare (sebbene ci dica che meno carne e zuccheri raffinati mangiamo, meglio è).

Certi passaggi però, li considero un po’ troppo veloci.
Ad esempio, quando ci dice che i latticini contengono molto calcio: sarà, ma sorvola del tutto la pecca della bassa assimilabilità di questo calcio, se derivante da latticini (anzi, le popolazioni che mangiano più latticini sono anche quelle con maggiori incidenze di osteoporosi).

Poi: il resveratrolo fa bene, vero. E Bianchi ci consiglia di bere mezzo bicchiere di vino rosso a tavola. Ma poco prima, a p. 117, ci fa notare che ci sono circa 50-100 mg di resveratrolo in un grammo di buccia dell’uva rossa, e 1,5-3 mg per litro di vino rosso: ma ci rendiamo conto delle proporzioni? Che senso ha bere un bicchiere di vino per assumere resveratrolo?

Mangiamo pesce azzurro, va bene. Ma… Bianchi: il tonno? E’ un predatore, si mangia tutti i pescetti pieni di mercurio che trova nel mare! Proprio il tonno mi vai a prendere? Capisco che fai la pubblicità al tonno non-mi-ricordo-che-marca, ma insomma…

I legumi provocano gas? Sì, Bianchi, dici che è perché nel nostro intestino mancano enzimi specifici, ma vuoi dare una soluzione? Come quella di iniziare con piccole porzioni per “farci” la flora intestinale necessaria alla digestione di fagioli & C.?

Le alghe: un sacco di proprietà, lo ammetto. Ma come la mettiamo con l’alto contenuto di iodio? Bisogna almeno accennarne, per mettere in guardia chi ha problemi di tiroide… Bianchi non lo fa.

Non riporta ricerche di suo pugno, e questo può non essere grave; cita spesso fonti internettiane… e va bene, quando le prende da siti governativi o scientifici. Però, quando mi ha citato Wikipedia, mi son cadute le unghie dei piedi.
Bianchi! Wikipedia no, ti prego.

Insomma: leggetelo, perché si impara sempre qualcosa, però non prendetelo come una Bibbia.

Ps: appunto per Silvia T. che me lo ha consigliato: andava comunque letto, ha anche uno stile amichevole!!

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