Diventare vegani (Brenda Davis e Vesanto Melina)

Il libro in lingua inglese è stato pubblicato nel 2000.
La MacroEdizioni l’ha pubblicato la prima volta in Italia nel 2011, con varie ristampe, di cui l’ultima l’anno scorso.
Ebbene, dal 2000 al 2014 sono quattordici anni.

Questo libro è già vecchio. Superato da ricerche più recenti. Accenna solo di striscio allo studio di T. Colin Campbell e non approfondisce le ricadute salutistiche positive in caso di malattie cardiovascolari e diabete: ne accenna, sì, ma resta sul vago.
Ad esempio, quando parla degli effetti del vegano sulle malattie croniche, mi cita tutta una serie di studi di portata limitatissima (da 6 a 400 soggetti).
Poi insiste che bisogna ricorrere a tutta una serie di integratori vitaminici e minerali: per cosa? Se hai una dieta vegana equilibrata, assumi già tutto quello che ti serve (tranne la B12, ma questa è storia vecchia).
Idem per gli Omega3: non mi servono gli integratori se già mangio noci e semi di lino (o derivati)!
In un altro punto, affermano che nei vegani c’è una più bassa incidenza di diabete tipo 2, visto che c’è un minore consumo di grassi saturi. E fin qui ok. Ma poi aggiunge: “potrebbe aumentare la secrezione di insulina, che può potenzialmente portare all’insensibilità all’insulina stessa”: ebbene, il dottor Neal Barnard ha fatto degli studi appositi sul rapporto alimenti animali-diabete 2, e sulla base di questi credo che si debba evitare il periodo ipotetico di Vesanto e Melina.
Altro esempio: dicono che per la vitamina C bisogna rispettare una dose massima di assunzione pari a 2.000 mg: a me invece risulta da altri libri che la C sia l’unica vitamina che, anche assunta in dosi notevoli, non presenta controindicazioni…

Chiuso e messo via.
Tuttavia, teniamo bene a mente questa frase del libro, che può tornare utile (visto che tutti ti attaccano appena dici che sei vegano, non importa se tu ti sei letto una biblioteca intera in materia alimentare e se ti sono passati quasi tutti i problemi di salute che avevi prima):

Cercate anche di capire come mai una persona reagisce così negativamente al vostro essere vegani. Forse accade perché questo li costringe a esaminare le loro scelte, cosa che li fa sentire a disagio

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