Il ragazzo di Sycamore, Erskine Caldwell

Premetto che la mia versione non ha la copertina qui sopra. Si tratta invece di una edizione Mondadori del 1966, “I libri del Pavone”, copertina rosso mattone. Se ci fosse stata l’immagine di cui sopra, mi sarei posta dei dubbi, prima di iniziarlo.

Se l’ho aperto è perché l’enciclopedia mi diceva che questo Erskine Caldwell (1903-1987) nei suoi romanzi

formula una violenta accusa contro il sistema sociale americano, descrivendo i drammi della miseria, dell’ignoranza e dei contrasti razziali con un realismo crudo e potente, mai disgiunto da un forte senso del grottesco.

Io in questi racconti ho trovato solo il grottesco. I protagonisti delle vicende sono sempre gli stessi, una famiglia della provincia americana, mammà brontolona ma avveduta, papà combinaguai e patito delle gonnelle, bambino che assiste e racconta, negretto che fa da sguattero. Proprio la figura del negretto, che dovrebbe incarnare il contrasto razziale di cui questo autore, a quanto dice l’enciclopedia, si lamenta, è invece una figura che serve per far ridere.
Come quando si prende sempre le colpe delle bugie del padrone, quando finisce sbecchettato dai tarli per evitare che i loro becchi sveglino la famiglia prima dell’alba, o quando si mette a fare da bersaglio alle palle durante la fiera. Non ci ho visto umorismo, qui, che tiene sempre conto dell’umanità del soggetto di cui si (sor)ride.

Certo, certo: è un libro frutto del suo tempo, che pretendo?
Pretendo che le Garzantine, da cui ho preso la biografia di Caldwell, siano più accurate nei propri giudizi, cazzarola!

7 Comments

Filed under Libri & C.

7 responses to “Il ragazzo di Sycamore, Erskine Caldwell

  1. danilo arrigoni

    Ma ha letto LA VIA DEL TABACCO o FERMENTO DI LUGLIO prima di formulare questo giudizio? Da un singolo volume, tra l’altro secondario, difficilmente si può trarre un giudizio complessivo dell’opera di un autore.

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    • Non ho tratto un giudizio complessivo sull’opera intera dell’autore, ho letto solo questo libro. Ma metterò questi titoli in lista di acquisto, grazie per il consiglio!

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  2. danilo arrigoni

    Di nulla, e mi scusi per la “veemenza” non voluta. Caldwell è uno dei miei autori preferiti e non capisco perché sia finito nel dimenticatoio. I due sopra citati con IL PICCOLO CAMPO e IL PREDICATORE VAGANTE sono a mio avviso le sue opere migliori, quello da lei recensito non lo conosco ma credo faccia parte della sua produzione umoristica o per ragazzi, sicuramente opera secondaria.

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    • Qui a casa ho trovato i 38 racconti (sempre in un’edizione degli anni Sessanta), li ha letti?

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      • danilo arrigoni

        No, questi mi mancano! Nel caso fosse interessato al recupero dei primi lavori ho visto che sono stati da poco pubblicati in una nuova edizione da Fazi tradotti da Luca Briasco che è un signor traduttore. Io li ho letti nelle vecchie edizioni Oscar, sicuramente godibili e ben fatte, ma risalenti ad almeno 40 anni fa.

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  3. Devo fare un giro su Amazon in cerca di queste nuove edizioni. Io leggo anche per imparare a scrivere, e se comincio a scrivere “ella” al posto di lei, non va molto bene…

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  4. danilo arrigoni

    Nel caso fosse vista come pubblicità indebita cancella pure (non c’entro nulla comunque con questo editore):

    http://www.fazieditore.it/SfogliaLibro/Default.aspx?id=1140

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