La sottile linea scura, Joe R. Lansdale

Se la gente fuori di qui dice che Lansdale è ormai un classico della letteratura statunitense contemporanea, io, che non ho studiato letteratura, dico “va bene”.
Però prendo appunti.

1) Linguaggio parlato, anche nella traduzione italiana: si sente lo slang americano, soprattutto a causa delle frequentissime similitudini. Tante e roboanti… al limite della barzelletta, a volte.

2) La caratterizzazione dei personaggi è manichea: questi tutti buoni, quelli tutti cattivi, questi tutti vittime quelli tutti macellai. Non c’è niente di più fasullo. Niente. E’ pura fantascienza, basta mettere l’alluce fuori dalla finestra.
Proprio ieri sera una persona che ritenevo una brava persona mi ha fatto restar male, e non se ne è neanche accorta. La sposto dalla scatola dei buoni a quella dei cattivi? La tentazione ce l’ho avuta, ce l’ho tutt’ora, ma devo sforzarmi, perché non siamo in un romanzo di Lansdale. E questo vale per tutti.

3) Pochi e brevi i momenti di riflessione e descrizione, secondo i “migliori” corsi di scrittura di best-seller.

L’ho letto, certo, fino in fondo, perché è una bella e movimentata avventura, ma sento un retrogusto di rimorso. Come se nel tempo che ho impiegato a leggere questo libro, avessi potuto imparare qualcosa di importante dedicandomi ad altro.

1 Comment

Filed under Libri & C.

One response to “La sottile linea scura, Joe R. Lansdale

  1. 3 potrei anche accettare, anche se è il mio contrario… 1 e 2 è troppo…

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