La crisi c’è sempre stata


Dice Mancuso, in Conversazioni con Carlo Maria Martini (V.Mancuso, E. Scalfari, Fazi, 2012):

“La crisi c’è sempre stata (…), essere in crisi fa parte della condizione umana, sia in quanto individui sia in quanto sistemi sociopolitici, e (…) le cose che ci tengono assieme in quanto libertà sono inevitabilmente da sempre in un equilibrio precario che va di continuo sottoposto a revisione, accertamento, negoziazione”.
Si lamentavano della crisi Heidegger, settant’anni fa, Nietzsche, un secolo fa, Hegel, due secoli fa; Boezio, Gregorio Magno, Agostino, Cipriano durante la civiltà greco-romana e le invasioni barbariche, e sempre più giù fino ad arrivare all’antico Egitto col “Dialogo di un disperato con la sua anima”, circa nel 2100 a.C.
Certo, la nostra crisi attuale ha una sua specificità (non ne parlo in questo post, ma nel libro di Mancuso lo si spiega dopo), però la crisi, intesa come una permanente condizione di scelta, c’è sempre stata.
La scelta è libertà, ma crea paura perchè se siamo costretti a scegliere è perchè lo status quo e le scelte prese fino ad ora non vanno più bene.

Aggiungerei però una cosa: che se la crisi c’è sempre stata, è anche vero che cambia la percezione che ne abbiamo noi.
Quando ero piccola invidiavo mia cugina perché a casa sua portavano sempre in tavola la Cola Cola o la Fanta. A casa mia ci arrangiavamo con una proletaria Frizzina. Pensavo che fossimo poveri, e che mia cugina fosse ricca. Ora che volendo potrei comprare la Coca Cola e la Fanta tutti i giorni (ma non lo faccio perché la multinazionale non ha bisogno anche dei miei soldi), il senso della crisi è molto più profondo. Il lavoro ce l’ho, ce l’ha anche mio marito, ma siamo sempre sul chi va là. Di recente nel mio paese ha chiuso l’Osmap, una delle fabbriche più grandi, lasciando a piedi un sacco di famiglie.
Che fai? Chiami il sindaco? Il ministro? Il Papa? O, peggio (ma mi vien quasi da ridere…) quell’essere informe che continuiamo a chiamare… sindacato??
Siamo disgregati e, non fidandoci di chi detiene il potere, non sappiamo chi può porre mano alla crisi (o al suo senso, che poi è un po’ lo stesso). Mancano le istituzioni sociali e/o politiche che siano in grado di soccorrere sul piano sia economico, che sociale che spirituale.
Solo cinquant’anni fa, se restavi senza lavoro andavi dal prete, e qualcosa lui ti trovava. Ora, se vai là e gli chiedi un lavoro, manca poco che lui ti dica: hai mai pensato di farti prete? C’è molta richiesta, sai?

2 Comments

Filed under Libri & C.

2 responses to “La crisi c’è sempre stata

  1. Certamente sconsiglierei di andare dal prete🙂 Probabilmente la nostra percezione della crisi è esacerbata dal fatto che molti di noi, venendo da una condizione di benessere e sicurezza, vedono sgretolarsi ogni anno che passa una parte, spesso importante, di queste certezze. Ci aiuterà imparare a essere contenti di ciò che ancora abbiamo e di quello che siamo, ma forse non cambierà la sensazione di ‘soffocamento’ che a volte sembra di avvertire.

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  2. Mi volevo soffermare sul fatto che la crisi è sempre parte di noi, o forse è sempre in noi. E’, a mio parere, una riflessione molto importante: in fondo cosa saremmo noi, cosa ne sarebbe della nostra crescita senza la crisi? La nostra vita è fatta di crisi e senza di esse non potremmo avanzare. Mi piace pensare di essere in beta, ovvero in una versione in continuo aggiornamento. Purtroppo/per fortuna le crisi sono nel conto.

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