La croce buddista – Jun’ichiro Tanizaki

imageUn popolo e’ la sua letteratura?
Spero di no. Per i giapponesi, dico.
Prendiamo Tanizaki.
Se non consideriamo “Neve sottile”, molto delicato e infarcito di japonesisme, e prendiamo, ad esempio, “La chiave” oppure “Il diario di un vecchio pazzo”, uno si fa l’idea dei giapponesi come gente quanto meno sessualmente malata (sebbene io personalmente non abbia ancora trovato una definizione ufficiale mondialmente valida di malattia, lasciamo stare l’OMS).
Ora che sto leggendo “La croce buddista”, i dubbi aumentano.
Tema: due donne si innamorano l’una dell’altra. Una è sposata, l’altra no, ma ha uno pseudoragazzo impotente. Il marito della prima sa del rapporto omosessuale delle due. Il ragazzo della seconda, idem: ma sottoscrive una specie di contratto con l’amante della fidanzata affinché mantengano i rapporti anche dopo il matrimonio; lui, per suo canto, si impegna a non far figli con la futura moglie.
Ma che bel quadretto.
“Non c’era alcuna ragione di essere gelosi, essendo la natura dell’amore omosessuale assolutamente diversa da quella dell’amore eterosessuale. Era un errore pensare di amare da soli una creatura così bella. Sarebbe stato naturale che si fosse in cinque o anche in dieci ad adorarla: possederla in due era una fortuna immeritata. Lui come unico uomo e io come unica donna: chi a questo mondo era più beato di noi?”

Ma forse, a ripensarci…
Insomma: se un marito mi deve tradire, sarebbe più accettabile che lo facesse con un uomo, che con una donna. Perchè con un uomo non posso comunque competere…
Voi che ne pensate?

6 Comments

Filed under Libri & C.

6 responses to “La croce buddista – Jun’ichiro Tanizaki

  1. Concordo sulla ‘beatitudine’ nel caso letterario descritto. Se proietti la cosa su di te, non ti sembra però che un tradimento omosessuale ti porterebbe a scoprire una quantità di ‘non detto’ e ‘non saputo’ che te lo renderebbe ancora più doloroso?

    Like

  2. Meglio dirsi tutto, ma questo è impossibile in caso di gelosia.
    I gelosi potrebbero apprendere partecipando fisicamente, almeno assistendo in diretta, agl’incontri erotici.

    Si è disposti a condividere o lasciare libero il partner nella stessa misura in cui lo si idealizza e lo si stima come soggetto anziché come oggetto.
    All’estremo, Gesù e la Madonna come sposi mistici (ma anche con percezioni fisiche, cfr. estasi di S. Teresa) sono condivisi senz’alcun rammarico da chi ha preso voti religiosi (preti e suore ad esempio).

    Gli oggetti inanimati invece ancora siamo propensi a possedere in modi esclusivi e personali, raramente condivisi sentitamente e consapevolmente.

    “Croce buddista”: perché il racconto ha quel titolo?

    Like

    • Sai che non ho ancora capito il motivo del titolo? Non viene citata alcuna croce buddista nel romanzo. A meno che non ci siano riferimenti religiosi che non posso cogliere perché non mi intendo molto di buddismo. In realtà nella storia non si fa proprio riferimento a nessun tipo di religione. Se vogliamo, l’unico riferimento religioso (ma traslato, nel senso che viene stiracchiato per fini secondari), è il suicidio… tutti minacciano di suicidarsi ad ogni pie’ sospinto, poi alla fine, due ci lasciano le penne. Non poteva essere altrimenti: al lupo, al lupo…

      Like

  3. Mah è un argomento molto difficile, di quelli che “bisogna trovarcisi”. A mio parere un tradimento è sempre un tradimento, ma forse farei piu fatica ad accettarne uno con lo stesso sesso, mi porterebbe di fronte ad una domanda di non poco conto: chi è la persona che mi sta accanto? perchè non ho mai capito questa parte del suo essere?

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s