Alla faccia del nichilismo…


Ho appena finito di leggere “Filosofia come cura” di Moreno Montanari (Mursia, 2012) e sento il bisogno di fare un po’ di chiarezza. Per me, mica per voi che sapete già tutto di filosofia…
Perchè nella mia ingenua immagine del nichilismo, pensavo che questa teoria si concentrasse in poche parole: non c’è nessun valore.
In realtà il povero Nietzsche è stato davvero squartato come un bue (tanto per parafrasare un altro titolo della Mursia) e il suo pensiero è stato preso a morsi. Lui non diceva che non esistono valori, che la vita non ha senso… Lui diceva che il senso non è una qualità intrinseca della realtà.
Il senso non è una molecola, un colore, un odore di qualcosa, un aggettivo che si possa accompagnare a un sostantivo: come “bella vita”, “assassino cattivo” ecc… il senso lo diamo noi.

Attenzione, però: “Perchè mai (…) la realtà dovrebbe perdere d’importanza per il semplice fatto di non custodire alcun senso intrinseco e di non incarnare naturalmente i valori che credevamo esprimesse? E davvero spogliata di questi attributi l’esistenza non varrebbe più la pena di essere vissuta? (…) Perché non dovrebbe essere possibile vivere pienamente e felicemente la vita senza più bisogno di attribuirle un senso che la nobiliti?”
Domanda semplice eppure sorprendente!

ps: se io sono riuscita a leggere questo libro (io che non ho basi filosofiche/liceali) allora significa che è leggibile. Anche perchè trovo interessante la commistione tra filosofia occidentale, orientale e psicologia del profondo. Alla fine, sono tutte discipline che si occupano dell’uomo, no?

2 Comments

Filed under Libri & C.

2 responses to “Alla faccia del nichilismo…

  1. In un mondo totalmente totalizzato la filosofia non puo che guardare a tutte le sue forme “locali”

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  2. C’e’ un film degli anni 80′ dei Monty Python che si intitola “The Meaning of Life”. La domanda e’ cosi’ seria, che in questo film l’hanno in qualche modo resa comica, ridicola, a volte anche troppo.

    La verita’ e’ che non abbiamo risposte, ne’ certezze. Siamo solo un pezzo del puzzle, dell’intero quadro. E vai a chiedere al pezzetto se capisce il senso di tutto il disegno. E’ normale che non lo capisca, C’e’ dentro, non riesce a vederlo dall’alto, il tutto nel completo, con distacco.. Al massimo riesce a capire come si relaziona agli altri pezzi, quelli vicini a lui, se e’ abbastanza perspicace e aperto, ma all’intero quadro? No way!

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