Un patto con una sconosciuta, Martina Munzittu


Con un quarto di sangue sardo nelle vene e ancora il profumo della spiaggia di Olbia sotto il naso, dopo “Piciocas” sono rimasta sull’isola con questo libro di Martina Munzittu, che è già stato pubblicato in inglese (l’autrice vive e lavora in Inghilterra) col titolo “A deal with a stranger”.

Clara è stata appena mollata dal fidanzato: brutta botta. Ma è quando il mondo si tinge di antracite ch eentra in scena Lucilla, una misteriosa ragazza che sa tutto di lei e che le propone un patto strano: se vuole che il suo ex si innamori ancora di lei, deve aiutarla a… Non svelo la trama, che è godibile e si lascia leggere.

Quello che mi chiedo è: questo è un romanzo rosa, come è stato classificato su Amazon? Non ne sono così sicura. Sì, c’è un filo romantico che percorre le pagine, ma solo perché Clara è una ragazza come tante che ha voglia di voler bene a qualcuno. Secondo me, però, l’elemento che manda avanti la trama è quello soprannaturale (anche se NON siamo nel fantasy).

Facciamo una cosa: visto che Martina è attiva nel web (il suo blog, in inglese e italiano è qui , le pongo qualche domanda: quando hai iniziato a scrivere ti sei posta l’obiettivo del genere in cui il tuo libro sarebbe stato classificato?

No. Non avevo deciso di scrivere un libro che appartenesse ad un genere specifico. Il romanzo nasce come una storia d’amore, ma poi subentra il mistero e un tocco di soprannaturale. A tratti è anche surreale, volutamente. Ho avuto grandi difficoltà a trovare la giusta classificazione, alla fine ho lasciato quella di romanzo rosa perchè l’amore è una componente importante del romanzo.

Nel tuo blog racconti di esserti documentata sul “Come” si scrive un libro prima di iniziare. Mi piace questa ammissione. Molti dicono che la scrittura è arte, che non si può insegnare, che non esistono ricette generali… io invece penso che i libri, anche quelli di scrittura creativa, siano delle occasioni di dialogo con gli autori. Diciamolo: quanti di noi hanno la possibilità di scambiare punti di vista con scrittori di mestiere? Pochissimo. Allora trovo normale che si cerchi di dialogare con loro attraverso le loro pagine… tutto qui. Solo che non si finisce mai di imparare. Dal 2006 quando è stato scritto, la tua consapevolezza di scrittrice come si è modificata?

Sono sicura che Jane Austen and Charles Dickens non hanno avuto bisogno di studiare come si scriveva un romanzo. Ci sono dei geni, che nascono sapendo già come fare certe cose. Io ero alle prime armi e lo sono tuttora, quindi mi sono documentata, e in futuro devo solo fare pratica. Imparerò facendo, ‘trial and error’ come dicono qua.
Per rispondere alla tua domanda, nel 2006 quando ho finito il libro non ero ancora madre. Da allora sono diventata mamma, e questa è stata forse la trasformazione maggiore. I bimbi piccoli ti fanno ricordare i bisogni base di un essere umano: soddifare la loro fame, sete, bisogno di sentirsi al sicuro, protetti e amati. Al contempo ti portano a sviluppare di più la tua fantasia, aiutandoti a ri-vedere il mondo con occhi nuovi, dove tutto è possibile, dico tutto, senza limitazioni. Si va da un estremo all’altro, e sicuramente questo influirà nei miei futuri scritti.

E se oggi tu dovessi riscrivere il libro, cosa cambieresti?

Non credo che la trama verrebbe modificata di tanto. Il tema di fondo mi sta molto a cuore e lo lascerei tale e quale. Penso che Clara sarebbe una persona diversa, più matura per certi versi, ancora più aperta verso le quelle sfumature umane che appaiono negative e difficili da accettare. Nel mio libro manca un personaggio cattivo, l’anti-eroe. Avevo pensato di crearlo all’inizio, ma non riuscivo a concepire una persona del tutto maligna. Nella vita ho conosciuto dei perfetti stronzi, antipatici, meschini, ma alla fine mi facevano pena, quindi ho pochi riferimenti nella realtà per creare un vero mostro, un essere fatto di cattiveria pura e al contempo intelligente. Non sono mai incappata in una persona così (e spero non mi succeda!), quindi dovrò inventarmela del tutto e non è facile. Sarà una sfida per i prossimi romanzi .

ps: per chi vuol comprare il libro, lo trovate qui. Lo trovate sia in italiano che in inglese.

1 Comment

Filed under Libri & C.

One response to “Un patto con una sconosciuta, Martina Munzittu

  1. Molto bella questa presentazione, chiara e non invasiva, e mi è tanto piaciuta l’intervista, anch’essa naturale. Perché scrivere è naturale, comunicare è naturale, in parte si può apprendere e in parte è istinto. Lo studio è necessario sempre, è una miniera di diamanti dello spirito, la lettura delle opere altrui è fondamentale, chi vuole migliorare si documenta, il che apre la mente. Chi non ha voglia di studio resta com’è e regredisce rapidamente.

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