L’Incontro

Cos’è l’amore? Non si fanno queste domande. E se me lo chiedono, non rispondo. Così come non si può dire CHI siamo veramente quando si tolgono di mezzo i doveri sociali, le apparenze, i ruoli. Non serve arrabbiarsi: ci sono delle zone buie che resteranno sempre così.
Però quando leggo autori come Màrai che sollevano l’argomento amore, non si può non restarne affascinati. E’ conoscenza? E’ isoritmia?
Vi lascio leggere “Divorzio a Buda” per vedere cosa ne dice lui.

Qui voglio riportare un brano che riguarda gli incontri. Perché se l’amore è isoritmia, c’è da chiedersi quando può capitare l’eventualità che due pianeti simili possano incontrarsi? Le probabilità sono rarissime. Eppure a volte capita. E capita anche che gli incontri restino lettera morta.

“Un evento del genere è simile a un ordine. Non si può passare oltre fingendo di non sentire, non è possibile fraintendere. Lei era convinta, e me l’ha detto, che anche tu devi aver sentito questo comando. Non è possibile non udirlo, è un ordine più forte del fragore di un tuono, non si può essere tanto sordi da proseguire senza averne la minima percezione, restare indifferenti mentre tale comando ti rimbomba ancora nelle orecchie. Un incontro di questo tipo capita una sola volta nella vita. Ma poi, la vita, sai com’è… e l’altra persona… talvolta passa oltre. Non si riesce a spiegare. Nessuno può farci nulla. La vita va avanti, l’ordine inequivocabile è stato pronunciato, vi siete incontrati qualche altra volta, poi tu ti sposi, dopo non c’è più niente, viene il giorno, la giovinezza, quel che chiamano ‘l’ordine delle cose’ (…)”

1 Comment

Filed under Libri & C.

One response to “L’Incontro

  1. Avviene proprio così: arriva questo strano, ma inequivocabile ordine, i due si sono riconosciuti, ma o lui o lei o entrambi passano oltre oppure lasciano la cosa sospesa: ci si rivede l’estate o l’inverno, si parla, si prende l’aperitivo, si passeggia, magari si cena, ma nulla succede e se lui o lei o entrambi non sono già sposati, giuro che non capisco il perché. Forse la sovrabbondanza dell’amore dà una sicurezza sbagliata e, in questi rimandi quasi meccanici, tutto si consuma lentamente.

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