Lo dice anche Vasco (mi pare)

Diceva “siamo soli” o “siamo vivi”?
Bè, ai fini del post, prendo la prima opzione, grazie.
Dunque, siamo soli. Fatalità sto leggendo due libri, il saggio di Egan e, per alleggerirmi, il romanzo “Divorzio a Buda” di Màrai, e sono finita in entrambi i casi su dei passi che affermano la stessa cosa, appunto, che siamo soli.

Cominciamo con Egan, che sta parlando della comprensione somatica:
“Siamo esseri umani prima di diventare esseri umani parlanti (…). Sotto gli strati della socializzazione ciascuno di noi è una consapevolezza individuale: nasciamo soli e moriamo soli, e nel breve intervallo tra i due eventi, al di sotto dei nostri linguaggi, delle nostre storie, delle nostre culture e della nostra consapevolezza sociale, viviamo soli. (…) Questo mondo mentale unico e privato è con noi fin dall’inizio.
(…) questa attività mentale privata rimane unica e ci fornisce quella comprensione unica del mondo che i più vigorosi intelletti poetici tentano di catturare attraverso il linguaggio, pur riconoscendone l’inadeguatezza.
(…) Lo schema educativo esige un modo per rendere questo tipo di comprensione ricco e vivace e per tenere lontana la socializzazione anestetizzante della tribù.”

Sull’altro libro, quello di Màrai, il protagonista soffre di strane vertigini di cui non si riesce a comprendere la ragione. Lui è un giudice che segue sempre le leggi, tutte. E ha queste vertigini… ecco il richiamo alla socializzazione anestetizzante della tribù: Kristòf fa quello che deve fare, ma il corpo reagisce.
E poi, in merito al mondo privato e unico, ecco un passo in cui il protagonista ammette di non conoscere e di non poter conoscere nulla della sorella:
“(…) Emma ha dato a tutti quel che si aspettavano da lei, a Dio, alla famiglia, al padre, al marito, ai figli… (…) Emma è sposa fedele e madre premurosa, educa i suoi miopi bambini e per mesi non mette piede fuori di casa. Emma è l’incarnazione dell’ideale, proprio così. E continuerà a tacere, finché vivrà. Nessun essere umano riuscirà a farsi trada fino a quell’anima.”
Ma anche il fratello gli è estraneo: “Sempre in silenzio, serio e disciplinato, verrà ferito, oppure morirà in guerra, e fino all’ultimo istante non dirà mai che cosa pensa davvero di tutta quella storia.”

Orpo. Vuoi vedere che mi tocca mettere Vasco sullo stesso piano di Màrai?

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