Spirito di emulazione tra scrittori

imageSto leggendo “Un angelo alla mia tavola” di Janet Frame. Ci sono molte similitudini tra la sua vita e quella di Emily Bronte. Innanzitutto entrambe hanno iniziato a scrivere da piccole, quasi per gioco, confezionandosi dei libri in casa con materiale di recupero. Poi entrambe avevano un fratello problematico. Entrambe seguivano la politica contemporanea facendo attenzione ai nomi che circolavano su giornali e radio. Entrambe erano timide e si sentivano più a proprio agio con gli animali che con le persone (anche se la Frame poi riuscì a diventare capoclasse, capitana della squadra sportiva, riuscì a vincere diverse borse di studio che le permisero di mantenersi agli studi ecc…).
Il punto ironico dell’autobiografia che sto leggendo è che Janet Frame, fermamente determinata a diventare una poetessa, si lamentava spesso da bambina di non essere fisicamente menomata e che la sua famiglia avesse vissuto poche disgrazie, ad esempio, entrambi i suoi genitori erano vivi… metteva sempre a confronto la propria vita con quella di poeti e scrittori zoppi o violinisti ciechi e via dicendo. Perché il pathos poetico si acquisisce con la sofferenza, diceva, o le facevano capire.
“Coleridge e Francis Thompson ed Edgar Allan Poe avevano il vizio dell’oppio, Pope era zoppo, Cowper depresso, John Clare era pazzo, le Bronte avevano la tubercolosi e lo squallora della vita che avevano intorno… sì, mia sorella era morta, e i gatti erano morti, e mio fratello aveva l’epilessia, ma nonostante tutto e nonostante la mia immaginazione appena acquistata o riconosciuta, sentivo che io e la mia vita eravamo troppo comuni.”
Lei aveva un fratello mal caduco e che poi si diede al bere, le morì una sorella giovane ed era costantemente in lotta col padre per farsi pagare i libri, senza contare che i vestiti erano tutti rattoppati e “sbagliati”. Ma non era abbastanza.
“Non avevo ancora messo a punto i particolari pratici della vita di una poetessa, poiché attuare il passaggio dalla fantasia alla realtà andava oltra la mia immaginazione: tutti i poeti che avevo studiato erano opportunamente morti, e da tanto tempo, in paesi tanto lontani, ma sebbene non avessi ancora deciso il mio stile di vita, furono i poeti a tenermi compagnia nel mio viaggio lontano dalla famiglia e dalla mia casa.”

1 Comment

Filed under Libri & C.

One response to “Spirito di emulazione tra scrittori

  1. martinamunzittu

    Ma come ci si puo’ lamentare di avere poche disgrazie?

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s