Pane nero, Miriam Mafai

imageC’è voluta una guerra mondiale per permettere alle donne di uscire di casa senza essere accompagnate (per forza, gli uomini erano in guerra o nascosti), per diventare protagoniste di scioperi, per rivendicare condizioni migliori, per guidare un tram. Nonostante la stampa, di regime e non, le esortasse all’umiltà, alla sottomissione, ai sacrifici, le donne imparano a guardare alla realtà con spirito critico, si accorgono che le cose possono anche cambiare da come sono sempres tate.
Alcune entrano attivamente nella resistenza, altre fanno “solo” le staffetta, altre ancora si dedicano all’estenuante ricerca di cibo per i familiari, ma tutte o quasi si rendono conto che il loro ruolo è importante, che se non ci fossero loro i figli morirebbero di fame, i tram si fermerebbero, la posta non verrebbe consegnate, i malati sarebbero lasciati a se stessi.
Gli anni di guerra, per quanto duri e luttuosi, hanno costituito innumerrevoli occasioni di consapevolezza.
Poi è tornata la pace con le sue contraddizioni e i vecchi consigli:
“Siate miti, siate dolci, siate sottomesse. La stagione della trasgressione è finita. C’è la casa da rimettere in ordine, un pranzo e una cena da preparare per un marito che la lontananza e le privazioni hanno reso più esigente. Per frequentare la sezione, per fare vita politica, bisognerebbe trascurare le faccende di casa, e questo non si può, non sta bene”.
Le cose, da allora, sono cambiate solo in apparenza. Perchè se ora ci permettono di sceglierci il lavoro che vogliamo, gli stipendi, a parità di rendimento, sono ancora inferiori a quelli degli uomini e comunque, il lavoro fuori casa si è semplicemente aggiunto a quello dentro casa. I mariti che aiutano in famiglia rimangono sempre delle eccezioni, la parità non c’è.

3 Comments

Filed under Libri & C.

3 responses to “Pane nero, Miriam Mafai

  1. No, non c’è e ci se ne rende conto ancora di più in questo periodo di forte crisi economica. Mediamente le donne sono più preparate degli uomini ma restano a casa più spesso http://www.linkiesta.it/disoccupazione-giovani-donne-istat

    grazie per aver parlato di questo libro.

    continua così

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  2. linda

    Mi sapete spiegare perchè “Pane nero” ? Grazie!

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    • Il pane nero sarebbe il nostro attuale pane integrale, più o meno, solo che ai tempi della guerra era il pane dei poveri. Siccome il saggio è ambientato in quegli anni, penso abbia intitolato il libro al principale alimento che riempiva un po’ lo stomaco. Io l’ho interpretato così, ma se ci sono opinioni diverse, parliamone!

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