Gli assassini del pensiero, Michela Marzano

imageHo appena iniziato a leggerlo, è difficile estrapolare dei passaggi perchè ogni riga è densa di significato, ma ci provo. Il sottotitolo recita MANIPOLAZIONI FASCISTE DI IERI E DI OGGI e il libro analizza il fascismo storico messo a confronto con i fascismi contemporanei citando qua e là Berlusconi e Sarkozy (ricordiamo che la Marzano insegna alla Sorbona).
Il fascismo può riassumersi in un certo numero di “passioni mobilitatrici” come il senso di una crisi profonda, il primato di una nazione in nome del quale si può sacrificare ogni tipo di diritto individuale, il bisogno di un’autorità esercitata da un leader carismatico e la valorizzazione del volontarismo e della violenza come mezzo per superare la crisi.
Cita spesso Pasolini, secondo cui il nuovo fascismo (gli Scritti corsari sono del 1974) “basa il suo potere sulla promessa del ‘comfort e del benessere'”
Cito ancora la Marzano: “Gli italiani sembrano aver perduto ogni spirito critico e applaudono le promesse e le menzogne di Berlusconi” visto come il salvatore dell’Italia, incarnazione dell’uomo che si è fatto da sè, anche se “dalla sua entrata in politica, nel 1994, il valore del suo patrimonio familiare si è moltiplicato per tre”.
Il problema tuttavia non è Berlusconi o chi per lui: “Il conformismo minaccia sempre il pensiero e rischia di farci passare inavvertitamente accanto a nuove forme di disumanizzazione della nostra società”.
Interessante anche la parte in cui analizza l’utilizzo del linguaggio da parte di Mussolini, pieno di retorica e slogans, adattissimo a far leva sulla parte irrazionale della massa: succede in continuazione anche nelle trasmissioni TV che ci propinano (anzi, VI propinano, con alcune eccezioni, visto che io la TV non ce l’ho).
Il conformismo e la società dei consumi ha fatto addormentare lo spirito critico non solo di queste c.d. masse, ma anche di molti intellettuali, che invece dovrebbero fare da guida, mostrare la fallacità di alcune argomentazioni del potere. Ma mi fermo qui. Leggete il libro, ne vale la pena.

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