Trilogia di New York, di Paul Auster

imageAutore coraggioso, che ha fatto la fame (“Hand to mouth”) ma che ora è uno dei più importanti scrittori americani viventi. Dico coraggioso perché questi tre romanzi brevi escono fuori dalle solite classificazioni. Le vicende si svolgono a NY e sono sempre incentrate su delle indagini, dei pedinamenti, delle ricerche; c’è una persona che sfugge dall’inizio alla fine, e anche dopo la fine, tanto che il senso della storia resta sempre al di là della portata del protagonista che si rovina la vita per svelare il MISTERO.
Inafferrabili non sono solo Stillmann, Black o Fanshawe: è il significato della vita che sfugge, come Auster ribadirà in ognuno dei tre romanzi. E allora, invece di rovinarsi i giorni a cercare un sesno ovunque, godiamoci le storie che stiamo leggendo: “(…” fino a che punto la gente vrebbe tollerato lo sproposito se lo sproposito la divertiva? La risposta è ovvia, no? All’infinito. (…) E alla fine è proprio questo che tutti chiediamo a un libro… che ci diverta…”
Ok, magari se si può anche imparare o intuire qualcosa, aggiungo io… “LA QUESTIONE E’ LA STORIA IN SE’: CHE ABBIA SIGNIFICATO O MENO, NON SPETTA ALLA STORIA SPIEGARLO”.
Questa trilogia comunque mi ha fatto divertire: mi ha fatto entrare in una New York insensata piena di derelitti, sosia e scrittori; mi ha spinto a leggere fino all’ultima pagina, mi ha detto che le parole sono insufficienti e che le persone non si afferrano mai, non mi ha svelato il mistero che mi ha fatto solo intravedere eppure… eppure apre tante di quelle possibilità che alla fine ho chiuso il libro e già ne voglio un altro dello stesso autore. Consigli sul titolo?
Dubbio dell’ultimo minuto: ma uno scrittore che dice così sfacciatamente che la vita non ha senso, non finirà mica come Hemingway o la Woolf?

3 Comments

Filed under Libri & C.

3 responses to “Trilogia di New York, di Paul Auster

  1. martinamunzittu

    Il significato della vita che sfugge, il senso della vita, e la sensazione che la vita non abbia senso. Concetti che tormentano tanti scrittori, come Paul Auster, ma mi auguro di cuore che non faccia la fine di Hemingway o della Woolf. Me lo auguro davvero!

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  2. Bella lettura della Trilogia, concordo anche io con “il significato della vita che sfugge” e il concetto che “le persone non si afferrano mai!”.
    Spinto dalla tua richiesta di consigli, ti posso dire che Auster è tra i miei scrittori preferiti, se non quello preferito. Di lui ho letto quasi tutto e sono il primo a comprare ogni nuovo titolo.
    Ricordo di averlo conosciuto con un titolo che all’epoca, una decina di anni fa… o forse più😦 che mi piacque molto. Era “moon palace”, un romanzo tipicamente austeriano (si dirà così?), con molti non-sense e tanta tanta voglia di non smetterlo mai di leggere. A seguito di quella scoperta però ho cercato poi di approfondire la conoscenza con altri dei suoi romanzi /e finanche con quello che all’epoca era l’unico prodotto dalla moglie Siri Hustvedt “Quello che ho amato”, che pure ti consiglierei… (sembra un romanzo del marito in realtà!).
    Tra i più “vecchi” tutti belli (“Leviatano”, “Il libro della solitudine”…) ti consiglierei “Il libro delle illusioni”, dove c’è uno scambio continuo tra il reale e l’immaginario, tra il protagonista del libro e il suo scrittore (quasi un ricordo di Milan Kundera… altro grande!), in una storia che di incredibile non ha tanto, ma diventa tutto talmente vivace che ti rapisce tutta la storia in ogni sua battuta.
    Tra i più recenti, due te li consiglio di cuore, visto anche il tuo interessamento alla Grande Mela. “Solitudine” e “Sunset Park”, rispettivamente penultimo e ultimo romanzo pubblicato. L’atmosfera, sempre “trasversale” in un tempo dato ma diffuso e allargato tra presente e passato si esprime in tutta la sua potenza (soprattutto Sunset park) nella bellezza di una New York misconosciuta, vagamente descritta eppure tanto reale.
    Forse avrò esagerato con i consigli, ma Paul Auster merita davvero di essere letto e ti dirò, non vedo l’ora che arrivi il nuovo romanzo, che pare sia in consegna alle stampe. Se riuscirai a leggere altro mi farebbe piacere poi risentire un tuo commento. E quando avrai terminato di leggere Auster… ti consiglio di provare l’altro contemporaneo che si contende la scena, l’inglese Ian McEwan… anche per lui potrei scriverti fiumi di entusiastiche parole!
    Spero di averti spronata ancor più alla conoscenza.
    Buona lettura e buona serata.

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    • Grazie, inizio subito la ricerca nei mercatini dell’usato online (è la mia prima tappa per le ricerche librarie). Intanto il prossimo sarà FOLLIE DI BROOKLYN perché ce l’ho già.
      Di Ian ho letto BAMBINI NEL TEMPO soltanto, ma visto che ne sei così entusiasta, mi guardo in giro anche per lui!

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