Acido solforico, Amélie Nothomb

Poche settimane fa ho letto una recensione dell’ultimo libro della Nothomb su L’Internazionale. Riportava il giudizio di una giornalista di Le Monde, la quale diceva che quando la Nothomb pubblica il suo libro in agosto, tramonta l’estate e tramonta la letteratura. Diceva che questo volumetto era un inno alla vacuità e che l’autrice avrebbe dovuto prendersi un paio di anni sabbatici.
Al che mi sono indignata: come osi, una delle mie scrittrici preferite!
Oggi ho iniziato Acido Solforico e l’ho sospeso a pagina 30.
Mi piaceva il tema del reality show spinto agli estremi, ma ho trovato di cattivissimo gusto lo sfruttamento dell’idea dei campi di concentramento. Ci hanno sofferto milioni di persone, non si può mettere sullo stesso piano una delle peggiori tragedie del Novecento con la stupidità, seppur estrema, dei reality show.
A parte questo, dal punto di vista letterario non ho ritrovato la “mia” Nothomb. Non solo il linguaggio manca delle sue fantasiose metafore e similitudini, ma molti passaggi sono scialbi, mancano di vividezza. A pagina 30, quella a cui mi sono fermata, addirittura spiega il significato di una battuta di dialogo. Eh no, mi sono detta: questi sono errori da principianti… dovevi lasciarcelo capire da soli cosa significava l'”io” della protagonista!
Sospendiamo dunque. Forse, dopo “La voce della brughiera”, il salto era troppo lungo.

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s