Tanto per scrivere

Post senza capo nè coda. Mi limito a ricopiare un passo di Cunningham, da “Le ore”, tanto per scrivere qualcosa di buono.

La torta è meno bella di quanto lei aveva sperato che fosse. Cerca di non dar peso alla cosa. E’ solo una torta, si dice. Solo una torta. Lei e Richie lhanno glassata, e lei ha colpevolmente inventato qualcos’altro da fare per il bambino mentre componeva delle roselline gialle sui bordi con la siringa e scriveva: “Buon compleanno Dan” con la glassa bianca. Non voleva il pasticcio che avrebbe fatto suo figlio. Comunque non è venuta come lei se l’era immaginata: no, per niente. Non ha niente che davvero non vada, ma si era immaginata qualcosa di più. Se l’era immaginata più grande, più straordinaria. Aveva sperato (lo ammette solo con se stessa) che sarebbe stata più ricca e più bella, più strepitosa. La torta che ha fatto le sembra piccola: non solo in senso fisico, ma nella sua entità. Sembra amatoriale, fatta in casa. Si dice: è bella. E’ una bella torta, piacerà a tutti. il suo aspetto sgraziato (la dispersione di briciole nella glassa, la “n” schiacciata in “Dan”, arrivata troppo vicino a una rosa) fa parte del suo fascino. Lava i piatti. Pensa al resto della giornata.”

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Filed under Libri & C.

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