Intervista allo scrittore Colin F. Barnes (Morgen Bailey)

Traduco dal sito della scrittrice Morgen Bailey:

MB: Raccontaci qualcosa di te e di come sei diventato scrittore.
CB: Sono un misantropo ma mi interessa la psicologia delle persone. La scrittura per me è un modo di esplorare come funzionano gli esseri umani senza dover interagire socialmente con loro. Ho iniziato a scrivere quando avevo 8 anni, trovavo più semplice esprimere il mio punto di vista sulla carta che con la parola. È così ancora oggi.
MB: Che genere scrivi di solito e hai mai considerato altri generi?
CB: Tutto il mio lavoro tende ad essere di genere dark (horror, thriller, fantascienza), ho provato a scrivere roba più leggera, ma non mi viene naturale e c’è qualcosa di davvero intrigante nell’esplorazione degli aspetti oscuri della vita.
MB: Sebbene le mie opere più lunghe siano leggere (romanzi chick- / lad-lit) spesso scrivo, e probabilmente è quello che mi piace di più, con la mia parte oscura. Che cosa hai pubblicato fino ad oggi? Quanta parte del marketing gestisci?
CB: Tre miei racconti brevi stanno per comparire in un’antologia che ho scritto in collaborazione con un autore americano (potrò dare maggiori dettagli quest’estate quanto sarà pubblicata).
MB: Sarebbe bello – I racconti brevi sono il mio primo amore, ripreso grazi al progetto http://storyaday.org che ho iniziato nel maggio 2011. Hai un agente? Pensi che siano necessari per il successo di un autore?
CB: Non ce l’ho ma punto a trovarne uno nel lungo periodo. Personalmente penso che siano molto utili, perché fanno da necessario tramite tra autore ed editore e (si spera) forniscono consigli per una carriera a lungo termine.
MB: Si dice che è più difficile fidalizzare un agente che un editore, ma che sicuramente ne vale la pena. I tuoi libri sono disponibili come eBooks? Se sì, qual è stata la tua esperienza con la procedura? Tu leggi eBooks?
CB: La mia antologia sarà un ebook. Leggo molti ebooks. Li leggo col mio iPhone, e il lettore eBook. Mi piace avere una vasta scelta di libri in un così piccolo spazio. Mi piacciono anche i veri libri però, e penso che ci sarà un futuro per entrambi i due media.
(…)
MB: Io e la scrittrice Jane Davis (http://www.jane-davis.co.uk) ne abbiamo parlato nell’episodio 25 dei miei consigli di scrittura (…). Hai mai ricevuto dei rifiuti? Se sì, come hai reagito?
CB: A bizzeffe. Non resto mai senza. È un rito di passaggio per ogni scrittore, si tratta solo di collezionarne tante finché non ricevi un sì.
MB: Si dice che “uno scrittore di successo è uno che non ha mai perso le speranze”. Stai lavorando a qualcosa in questo momento?
CB: Sto lavorando su diversi progetti. Ho appena terminato la prima bozza di un romanzo. Sto abbozzando la storia di un altro che diventerà parte del Clarion Writeathon, e intanto sto scrivendo una novella che autopubblicherò come eBook, e infine sto scrivendo un serial sul mio sito. Sono molto occupato.
MB: (…) Riesci a scrivere ogni giorno? Quant’è il tuo record di scrittura in una giornata?
CB: Butto sempre giù qualcosa di scritto ogni giorno. Di solito mi pongo l’obiettivo di 3000 ma a volte riesco a scriverne solo 500, dipende dal carico di lavoro (sto anche studiando per un diploma di inglese, e anche questo prende tempo). Ho dei picchi di scrittura nei miei giorni di riposo quando stilo la maggior parte dei miei lavori. Il mio record giornaliero è di 12.500 parole.
MB: 500 parole è comunque un buon risultato. 500 parole al giorno sono 3500 parole alla settimana, cioè 175.000 all’anno, un romanzo epico o due romanzi corposi da 90.000 parole l’uno. Ha battuto il mio record che è stato di 9.337 parole, che ho raggiunto con il http://nanowrimo.org a novembre del 2010 (l’ultimo giorno!). qual è la tua opinione sul blocco dello scrittore? Ne hai mai sofferto? Se sì, come lo curi?
CB: Non credo che esista. È solo una scusa per non scrivere. Se uno è bloccato è perché non ha chiaro in testa il sentiero da seguire oppure ha un problema che deve risolvere prima. Se mi succede, torno semplicemente indietro, penso a cosa ho sbagliato e ricomincio. O se proprio non ci riesco, cambio progetto. Penso davvero che non esista quella cosa chiamata blocco dello scrittore (o della musa), si tratta solo di sedersi e di lavorare, non importa su cosa.
MB: Sono d’accordo. Direi, se uno scrittore ha un blocco, tornaci dopo (sullo stesso lavoro o su qualcosa di diverso) e nel frattempo dimenticherai perché ti eri bloccato. Butti giù lo schema del tuo lavoro o semplicemente ti viene un’idea e inizi a lavoraci sopra?
CB: Per i progetti lunghi preparo uno schema. Per i racconti di solito costruisco la storia nella mia testa come una serie di scene e scrivo qualche nota prima di scriverla tutta. Per i romanzi e le novelle sono un ossessivo redattore di schemi. Mi piace sapere dove sto andando così posso regolare l’intensità.
MB: Hai dei lavori che secondo te non vedranno mai la luce?
CB: Centinaia. Alcuni non sono altro che degli abbozzi. Altri sono progetti che non saranno mai considerati come accettabili, e altri sono così personali che non li pubblicherò mai per paura che ne vada in mezzo la mia sicurezza personale.
MB: Mi piace, e mi ci ritrovo. Qual è l’alspetto della tua vita di scrittore che ti piace di più/di meno?
CB: Quello che mi piace di più riguarda la creazione di qualcosa dal nulla e vedere che il mio lavoro piace ad altri. Quello che mi piace di meno? Riguarda le difficoltà spesso insormontabili che bisogna superare per mandare in stampa il proprio lavoro.
MB: Portare a spasso il cane, i lavori di casa, il giardino, le e-mail… che consiglio daresti agli aspiranti scrittori?
CB: Stai zitto, siediti e scrivi.
MB: Cosa ti piace leggere?
CB: Molte cose. Mi piacciono le antologie di racconti, mi piacciono il vecchio HP Lovecraft e Clark Ashton Smith. Mi piace tutto quello che hanno scritto Ray Bradbury e Albert Camus. Ovviamente ci sono poi i soliti King e Melville – mi piacciono tutti I generi.
MB: Mi piace molto Lo Straniero di Albert Camus. Ci sono siti dedicati alla scrittura e/o libri che hai trovato utili e che vorresti consigliare?
CB: Non necessariamente, penso che ci siano troppi siti e libri che danno consigli (spesso sbagliati). L’unico che consiglierei è di Stephen King, ‘On Writing’.
MB: (…) In che paese vivi e pensi che questo sia un aiuto o un ostacolo per far conoscere il tuo lavoro alla gente?
CB: Vivo nel Regno Uniti. Non saprei dire se è un aiuto o un ostacolo. Penso che un mercato più piccolo potrebbe rendermi le cose più difficili, ma al giorno d’oggi siamo in un mercato globale – non saprei dire se ci sono particolari ostacoli.
MB: Sei presente in qualche social network? (…)
CB: Litopia (http://litopia.com/radio) e Twitter (http://twitter.com) – sono entrambi molto importanti per me. Molto importanti per il cameratismo ma anche per la critica che si scambia e la circolazione delle idée. Inoltre è stato tramite il social network che ho incontrato il mio editore per l’antologia di questa estate. È eccezionale far parte di una comunità senza essere oppressi dalle responsabilità sociali della vita reale (eccezionale per un misantropo).
MB: Dove possiamo leggere di te e del tuo lavoro?
CB: I posti migliore probabilmente sono il mio sito: http://www.colinfbarnes.com e il mio profilo twitter: http://twitter.com/colin_barnes.
MB: Vorresti aggiungere qualcos’altro?
CB: Grazie per l’opportunità, è stato divertente, mi piace leggere il tuo sito (…)
(…) Puoi trovarmi anche su Twitter (http://twitter.com/morgenwriteruk).

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s