Letteratura mediocre vs. letteratura di qualità

Sempre dal sito di Eschbach, traduco la riposta che ha proposto a uno dei suoi lettori:

Con l’alta letteratura non si raggiungeranno mai grosse tirature, perciò si dovrebbe forse provare a scrivere attestandosi sui livelli di mediocrità richiesti dalla massa!

E’ una favola molto diffusa quella secondo cui si debba scrivere mediocremente per raggiungere alte tirature, ma è, appunto, solo una favola. Gabriel Maria Marquez per esempio, ha scritto libri che hanno ottenuto una diffusione mondiale che supera i 100 milioni, e questo a dispetto del Nobel. Brecht, Hesse e Böll sono ora come sempre degli scrittori da grandi cifre e anche Grass se la ride alla grande delle tirature medie dei libri di Konsalik. Altri nomi che riuniscono in sè qualità, facilità di lettura e alta diffusione, sono Isabel Allende, Umberto Eco, Joyce Carol Oates. 

Le alte tirature si raggiungono solo – almeno nel lungo periodo – SOLO con la letteratura di qualità. Tuttavia, non tutta la letteratura che è ritenuta alta, lo è davvero

4 Comments

Filed under Libri & C.

4 responses to “Letteratura mediocre vs. letteratura di qualità

  1. Concordo sui nomi e se ne potrebbero aggiungere altri. Messa così, sembrano però lodevoli eccezioni (ovvero hanno avuto grande diffusione pur essendo “buoni”) rispetto alla regola. Insomma le alte tirature toccano di norma a libri mediocri? E se sì, quale spiegazione privilegiare tra le molte che girano?

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    • Sì, penso proprio che intendesse dire che di solito sono i libri mediocri a raggiungere alte tirature. Ma credo sia una cosa normale: non si può pretendere che la maggioranza legga libri di qualità. La “folla” guarda la TV e si attesta su quegli standard. O viceversa? Mah… è un serpente che si morde la coda.

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      • Ok. Presa per dritto o rovescio, questa è una delle risposte correnti. Ne conseguono, molto semplificando, un paio di corollari qualunquistici e sconfortanti sia per l’editore (non “salire” di mezzo scalino, sennò non vendi) che per l’autore (scrivi roba non di qualità, che “tiri”).
        Ho il massimo rispetto per i libri che si fanno leggere: semplici, scorrevoli, storie coinvolgenti, ritmo serrato eccetera. Quando hanno davvero queste caratteristiche “valgono” – ovviamente nel loro genere- , non sono mediocri.
        Il mio sospetto è che pochi sappiano scriverli, per cui il povero “lettore comune” si vede offrire molta robaccia. In contemporanea, opere faticose e pesanti da cui la gran massa rifugge, si (auto)fregiano del marchio qualità, mentre di rado lo meritano.

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      • Non lo so. Se lo sapessi avrei risolto il problema della letteratura spazzatura (che ogni tanto leggo anche io). Tuttavia la letteratura di qualità esiste. Penso a Canetti, il mio scrittore preferito, ma anche ad alcuni saggisti, dai classici ai moderni. Ma se metti un Luxuria accanto a un Bauman, il lettore medio cosa sceglie? Sceglie il libro più pubblicizzato, o quello che ha fatto più scandalo, di cui si è parlato di più. Il c.d. “povero” lettore comune, se avesse voglia di fare un po’ di fatica, troverebbe tanti gioiellini non pubblicizzati che valgono il tempo di una lettura.

        >—-Messaggio originale—-

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