Progetto Vietnam, da Terre al Crepuscolo, di J.M. Coetzee

Novella, la definiscono in quarta di copertina (edizione Einaudi). E, sempre in quarta di copertina, dicono che è una riflessione sul potere e sulle sue ossessioni, sulla strada di Linea D’Ombra di Conrad (anche se io il libro di Conrad l’avevo letto come una metafora del passaggio dall’adolescenza alla maturità… mah!). Il racconto è stato scritto nei primi anni Settanta, opera prima dell’autore, che ha vinto due volte il Booker Prize.

In due parole la storia è questa: il protagonista, che parla in prima persona, è uno studioso che sta redigendo un rapporto sulla guerra e sui metodi della propagandain Vietnam. Sia nel sottotitolo che in varie parti del testo, si fa riferimento al fatto che il protagonista, Dawn, “non può farci niente”, e questo riguarda non solo la situazione in Vietnam ma anche situazioni più soggettive (come il suo nome e la sua personalità): è un richiamo al menefreghismo generale? Può essere.
La voce narrante scivola poco a poco nella pazzia: è interessante che Coetzee faccia fare questa fine anche a un intellettuale che lavora seduto ad una scrivania in biblioteca, mettendolo sullo stesso piano di molti reduci che sono finiti in ospedali psichiatrici, come se il fatto stesso di occuparsi di Vietnam provochi delle conseguenze che non si possono evitare.
Dawn alla fine del racconto è in manicomio, dove viene curato sia con terapie psicologiche che farmaceutiche, perché ha rapito e accoltellato il proprio figlio, senza ragione apparente.
Violenza senza motivazioni, e totale assenza di compassione e sensi di colpa: la vicenda umana si scioglie nella storia.
L’ossessione che nominano in quarta di copertina, c’è: è il rapporto sul Vietnam, che Dawn redige in un misto di scrittura creativa e scientifica, e dal quale molti suoi conoscenti lo mettono in guardia perchè si sta lasciando trascinare troppo. Ma non sono certa che si possa parlare di riflessione sul potere. Per me, il libro va oltre: sì, certo, il rapporto riflette sulla mitografia vietnamita e sui modi per assoggettare questo popolo in termini di cultura patriarcale o matriarcale, di immagini mitiche ecc. ecc… ma non è solo un pretesto per parlare dei singoli e delle loro responsabilità?

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s