Il libro giusto

Pensavo di aver azzeccato il regalo. Lorena era sempre stata una con la testa fra le nuvole, e anche il corpo, a volte, sembrava seguire il cranio. Camminava sventolando le mani come se non si accorgesse di avercele appese alle braccia. Le capitava spesso di sputare in faccia alla gente frasi che toglievano il respiro, e non se ne rendeva conto e se le facevi notare che ci sono modi e modi di dire le cose, lei si meravigliava, quasi si offendeva che non le venisse riconosciuto il coraggio della verità.

Così il giorno del suo compleanno le regalai “Prendi la vita nelle tue mani” di Dyer. Un manualetto che possono leggere anche i bambini delle medie, niente di scientificamente impegnativo, ma comunque pieno di consigli e buon senso, specificatamente indirizzato a chi si fa manipolare per mancanza di autocoscienza. Lei lo prese con la faccia di chi non capisce cosa sta toccando, e mi ringraziò, dicendo “che carino!”.

Un mese dopo tornai a trovarla. La sua gatta aveva partorito e volevo portarmi via un cucciolo. Mi fece entrare in cantina, dove le aveva preparato la cesta, e mi fece chinare sotto una sedia per scegliere il micio che mi piaceva di più. Così ho visto il Dyer. Con la copertina rotta, pieno di peli, bagnato e sporco di non so cosa, sotto le zampe della soriana.

Dove l’avrà letto che i libri sono comodi per le puerpuere, non lo so.

3 Comments

Filed under Libri & C.

3 responses to “Il libro giusto

  1. Non ci pensare. Probabilmente Lorena non ha apprezzato quel libro, ma l’ha comunque letto e avrà anche capito il messaggio.
    Probabilmente Lorena non voleva cambiare, per piacere alla gente.
    Sai, Lorena, la comprendo, perchè molte volte mi è stato chiesto di cambiare e di pormi in un certo modo, ma è molto difficile cambiare quando la tua personalità è ormai formata.

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    • Difficile sì, ma non impossibile. La cosa che mi è dispiaciuta di più, è che non si maltrattano i libri! Gli unici libri che ho buttato via (ma nello scatolone della carta) sono stati quelli di ragioneria e tecnica amministrativa. Gli unici. E ne sento un po’ di rimorso.

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  2. Già, è vero. I libri non si buttano. Lotto ogni volta contro mia sorella che deve sempre fare pulizie e ripulire gli scaffali…
    Se dovessi ricordare i regali fatti alle persone che non li hanno apprezzati e che ho visto buttati qua e là, morirei. Per questo ho detto di non pensarci.
    Alla fine siamo noi che soffriamo.

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