Memorie di una ragazza perbene, Simone De Beauvoir

Un filo di delusione. Figlia delle aspettative che mi ero fatta. Forse sono troppo volubile: un libro deve farmi uscire da me stessa e dal mio ambiente, ma allo stesso tempo deve farmi rientrare in quello che sono, o che mi piacerebbe diventare…

Metà del libro è dedicato alla sua infanzia e adolescenza, dunque niente di particolare, se non le basi di conformismo e cattolicesimo che le faranno da trampolino per quello che Simone diventerà negli anni successivi. Sono pagine, alla fin fine, noiose, perché ci ho ritrovato gli aspetti negativi dell’infanzia mia e di quasi tutti quelli che conosco, dunque leggendole non sono “uscita”.

Da metà volume in poi, si fa strada la Beauvoir di domani, però anche qui mi hanno lasciato un po’ indifferenti le parti dedicate a questo Jacques, di cui lei si innamora con gli slanci, i ripensamenti, gli errori di tutte le adolescenti di questo mondo. Anche qui, non si “esce”.

Ci sono dei barlumi, che si fanno più frequenti verso la fine: quando si rende conto di voler scrivere, quando incontra Sartre, quando si ribella al suo ambiente… riporto alcune chicche:

“Nei libri, le persone si fanno dichiarazioni d’amore, di odio, mettono il loro cuore in frasi; nella vita non si pronunciano mai parole che hanno peso.”

“Tutto convergeva. Mai mi si permise di udire, nemmeno da lontano, nemmeno in sordina, il suono d’un’altra campana.”

“Non avevo idee sovversive, anzi, non avevo affatto idee, su nulla; ma per tutto il giorno mi allenavo a riflettere, a comprendere, a criticare, e mi ponevo domande; cercavo con precisione la verità: questo scrupolo mi rendeva inadatta alle conversazioni mondane.”

“Le parole e le cadenze, i versi, i versetti non mi servivano per fingere: ma salvavano dal silenzio tutte quelle avventure intime di cui non potevo parlare con nessuno; tra me e le anime sorelle che esistevano in qualche posto, fuor di portata, essi creavano una sorta di comunione; invece di vivere la mia piccola storia particolare partecipavo a una grande epopea spirituale.”

“Leggendo un giornale appresi con stupore che l’aborto era un delitto; ciò che succedeva nel mio corpo riguardava soltanto me.”

“La mia strada era tracciata chiaramente: perfezionarmi, arricchirmi, ed esprimermi in un’opera che avrebbe aiutato gli altri a vivere.”

“-Simone preferirebbe mettersi tutta nuda piuttosto che dire ciò che ha nella testa, – diceva in tono offeso. Infatti, tacevo enormemente.”

“Era faticoso fabbricarsi continuamente una maschera.”

“Far carriera, andare a letto: due maniere di abdicare.”

“Non smettere mai di pensare.”

“Se non ci fosse stato niente da abbattere o da combattere, la letteratura non avrebbe avuto molto interesse.”

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