Mandami a dire, Pino Roveredo

Questa è falsa prosa. È poesia senza a-capo. Ho difficoltà a scegliere lo stralcio da ricopiare…

“Era uno come noi, uno che sopportava il sole per meritarsi la luna sopra il viavai del sogno. Ora noi, per non essere come lui, fatichiamo il giorno, e se non basta, ci sfiniamo anche la notte spra l’altalena rigida della rassegnazione. Noi che teniamo svegli all’attenzione per non scivolare nel sogno, e per questo, cadere poi dentro il castigo, perchè il girotondo dei monti, con il suo cuore di pietra, non concede il perdono a nessuna fuga, no, nemmeno a quella che si prova a sfiorare col gioco sciocco del pensiero.”

“Perché le piccole cose, più ancora che l’urlo dell’evento, riescono a spiegare e dimostrare l’immensa tragicità del ‘mai più’, trasformando la quotidianità nell’espletamento di un castigo, un castigo che più si consuma e più prenota il futuro con la pesantezza del suo conto.”

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